Caos al Ministero dell’Ambiente sulla nomina del Presidente del Parco del Gargano: il Consiglio di Stato boccia il dicastero e rigetta la sospensiva, confermate palesi contraddizioni.
Vincenzo d’Errico, designato per il vertice dell’Ente Parco Nazionale del Gargano con l’intesa della Regione Puglia, incassa una nuova vittoria e denuncia il “cortocircuito istituzionale” di un Ministero che ha chiesto ai giudici di sospendere una sentenza a cui dice di aver appena obbedito.
Foggia, 23 ottobre 2026 – La vicenda della nomina del nuovo Presidente del Parco Nazionale del Gargano assume contorni sempre più paradossali, segnati da evidenti contraddizioni da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). Un cortocircuito istituzionale che oggi ha trovato l’ennesima conferma nella pronuncia del Consiglio di Stato (Ordinanza n. 4505/2026), che ha respinto la richiesta del Ministero di sospendere l’efficacia della sentenza del TAR Puglia favorevole a d’Errico.
Tutto nasce nel settembre 2025, quando la Regione Puglia esprime formale intesa sul nome del Dott. Vincenzo d’Errico, scelto all’interno di una terna proposta dallo stesso Ministero. Da quel momento, inspiegabilmente, il MASE paralizza l’iter. Di fronte a questo silenzio illegittimo, d’Errico, assistito e difeso con successo dagli avvocati Luca Alberto Clarizio e Anna Del Giudice, fa ricorso al TAR Puglia, che lo scorso 7 settembre gli dà pienamente ragione: i giudici condannano l’inerzia del Ministero e gli ordinano di concludere il procedimento entro 60 giorni (condannandoli alle spese).
A questo punto si innesca il caos. Il MASE decide di fare appello al Consiglio di Stato, chiedendo la sospensione d’urgenza della sentenza del TAR. Tuttavia, proprio alla vigilia dell’udienza, il Ministero compie l’ennesimo un passo falso clamoroso: invia una comunicazione ufficiale a d’Errico comunicando “l’Autorità politica ha ritenuto opportuno sostituire, nella terna già composta, il nominativo del Dott. Vincenzo d’ERRICO con quello dell’Architetto Nazareno Gabrielli” (genitore di Gabriello Gabrielli notoriamente intimo amico del Commissario dell’Ente Parco).
Un paradosso giuridico totale: da un lato il Ministero ha chiesto ai giudici di Roma di sospendere l’ordine del TAR, ma dall’altro lato, lo stesso Ministero ha dichiarato di eseguire quell’ordine.
Oggi, il Consiglio di Stato ha provveduto rigettando l’istanza cautelare del Ministero, rilevando l’assenza di alcun “danno grave e irreparabile” e prendendo atto che il procedimento del MASE si stava già muovendo in un’altra direzione (con la sostituzione del nome di d’Errico nella terna), svuotando di fatto di senso la loro stessa richiesta di sospensiva (vedi ordinanza allegata).
Ma le contraddizioni non si fermano alla procedura. Nel suo appello, il Ministero ha tentato di giustificare il blocco della nomina evocando presunti e infondati conflitti d’interesse. Una narrazione smentita dai documenti interni dello stesso MASE: in una nota riservata del Capo di Gabinetto, emerge chiaramente che la procedura è stata in realtà bloccata a causa di un parere politico negativo espresso solo a luglio 2026 da una Commissione parlamentare (organo meramente consultivo).
“Intervengo pubblicamente per la prima volta su questa complessa vicenda – Vincenzo d’Errico dichiara – non per una mera rivendicazione personale, ma con il preciso obiettivo di difendere un preminente interesse pubblico. Prima ancora di essere un iscritto al partito di Forza Italia, sono un cittadino innamorato della Costituzione che si batte da sempre per il suo rispetto. La mia designazione è scaturita da un’intesa istituzionale ‘forte’ tra il Ministero e la Regione Puglia, un accordo di assoluto rilievo costituzionale che non può essere calpestato, aggirato o svilito. Questi documenti dimostrano che il Ministero ha cercato di costruire motivazioni posticce per giustificare un ritardo inaccettabile, nascondendo la vera natura meramente politica dello stop, a discapito delle prerogative del nostro territorio”.
“L’ordinanza odierna del Consiglio di Stato – conclude d’ERRICO – sancisce in via definitiva che il castello difensivo del Ministero è crollato sotto il peso delle sue stesse palesi contraddizioni. La nostra battaglia legale, portata avanti con tenacia e professionalità dagli avvocati Luca Alberto Clarizio e Anna Del Giudice, proseguirà a tutela della trasparenza e per il rispetto del Gargano, con ancora più determinazione contro questo nuovo, strumentale e immotivato diniego ministeriale, che rappresenta un palese e inaccettabile tentativo di estromettermi dalla terna per ragioni esclusivamente politiche, aggirando le pronunce dei giudici e calpestando l’intesa già validamente raggiunta con la Regione”.

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