La morte di Neliana Tersigni, storica giornalista Rai, ha scosso profondamente il mondo dell’informazione. Aveva 81 anni e si è spenta a Roma il 13 luglio, lasciando dietro di sé una carriera costruita sul campo, tra guerre, crisi internazionali e reportage che hanno raccontato il Medio Oriente con uno sguardo unico.
A colpire, però, non è soltanto la sua storia professionale: due giorni prima della scomparsa, Tersigni aveva pubblicato un post che oggi appare quasi profetico, un addio involontario alla città che più di tutte aveva segnato la sua vita. Chi era davvero Neliana Tersigni? Qual è stata la sua carriera? Di quale malattia soffriva? E cosa ha scritto nel suo ultimo messaggio?
Chi era Neliana Tersigni: età, origini e una vita tra Roma e il mondo
Neliana Tersigni era nata a Roma nel 1945. Laureata in Letteratura russa, aveva iniziato giovanissima nella redazione Esteri di Paese Sera, dove si era formata accanto a maestri del giornalismo come Giorgio Signorini e Augusto Livi. La sua carriera era partita subito oltre confine: tre anni nella Spagna del dopo Franco, collaborazioni con El País, e una passione crescente per la politica internazionale.
Negli anni Ottanta era approdata in Rai, al TG3, diventando una delle inviate più riconosciute nel racconto delle crisi mediorientali. Da Gerusalemme, Beirut, Baghdad, Arabia Saudita, aveva seguito da vicino:
- la prima Intifada
- il ritorno di Yasser Arafat
- l’assassinio di Yitzhak Rabin
- la Guerra del Golfo
- le tensioni tra Israele e Palestina
Nel 1998 era stata nominata corrispondente da Mosca, poi da Berlino, fino al lungo incarico al Cairo, dove aveva guidato l’ufficio Rai per il Nord Africa e parte del Medio Oriente dal 2003 al 2010.
Una vita professionale intensa, sempre vissuta “dentro” le notizie, non ai margini.
Carriera, malattia e gli ultimi anni: la giornalista che non ha mai smesso di raccontare
Negli ultimi anni, pur non essendo più in Rai, Neliana Tersigni aveva continuato a lavorare: collaborazioni con Sky TG24, reportage dalla Libia, articoli per la rivista Lo Straniero. Era una giornalista che non aveva mai smesso di muoversi, di osservare, di raccontare.
Secondo quanto riportato da colleghi e amici, Tersigni combatteva da tempo con problemi di salute legati all’età, che avevano reso più complessi gli spostamenti e le permanenze all’estero. Nonostante questo, aveva continuato a viaggiare tra Roma e Il Cairo, la città che considerava la sua seconda casa.
Nel 2006 aveva ricevuto il Premio Giornalistico Nazionale Antonio Russo, dedicato ai reporter che scelgono di raccontare le guerre direttamente sul campo: un riconoscimento che sintetizza perfettamente la sua identità professionale.
L’ultimo post di Neliana Tersigni: un addio involontario al Cairo
Il 12 luglio, due giorni prima della morte, Neliana Tersigni aveva scritto su Facebook un messaggio che oggi assume un significato struggente:
“Sto partendo per Roma, forse per l’ultima volta. Io non so se sopravvivo senza Il Cairo e soprattutto senza il Nilo.”
Un pensiero breve, personale, quasi profetico. All’inizio era stato accolto con affetto dagli amici, che le avevano promesso di rivedersi presto. Dopo la notizia della scomparsa, quel post è diventato un luogo di saluto, di memoria, di commozione.
Il Cairo non era solo una destinazione professionale: era il simbolo del suo modo di essere giornalista. Tersigni non si limitava a raccontare le crisi, ma cercava di comprenderne la cultura, le tensioni, le persone. Il suo ultimo messaggio restituisce proprio questo: un legame profondo con il mondo che aveva scelto di raccontare per tutta la vita.

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