Morte Neoemi Impellizzeri: cosa sappiamo sul caso?

Noemi Impellizzeri è stata trovata morta a Riposto il 23 agosto. Il Ris ha perquisito la casa, sequestrati telefono e furgone di Proietto.

La morte di Noemi Impellizzeri, la 33enne trovata senza vita nella sua abitazione di Riposto il 23 agosto, è al centro di un’inchiesta che, a distanza di quasi due settimane, non ha ancora restituito una ricostruzione definitiva degli ultimi momenti della giovane madre.
I vigili del fuoco intervenuti per un incendio divampato nello stesso appartamento, hanno trovato la ragazza impiccata, una circostanza che ha spinto gli investigatori ad andare oltre l’ipotesi iniziale del suicidio e ad approfondire ogni elemento presente sulla scena.
La Procura di Catania indaga per omicidio e nel registro degli indagati figura Tony Proietto, uomo che frequentava Noemi e che ha sempre respinto qualsiasi responsabilità, sostenendo di essere soltanto un suo amico e di aver cercato di aiutarla.
La versione di Proietto è uno dei punti sui quali gli inquirenti continuano a indagare, soprattutto per quanto riguarda i suoi contatti con Noemi, il momento in cui avrebbe scoperto il corpo e le circostanze nelle quali avrebbe raggiunto l’abitazione.

Il nuovo fronte dell’inchiesta: il furgone di Proietto

L’ultimo sviluppo investigativo riguarda il furgoncino di Tony Proietto. Dopo il sopralluogo del Ris nell’abitazione di Noemi, terminato nella serata del 2 settembre. Gli inquirenti hanno proseguito gli accertamenti il giorno successivo proprio sul mezzo dell’uomo indagato. Il pubblico ministero ha disposto il sequestro del veicolo, prelevato e trasferito in caserma per le opportune analisi.

Il sequestro non significa, naturalmente, che gli inquirenti abbiano già trovato tracce compromettenti né costituisce una prova di responsabilità a carico di Proietto. Il mezzo viene esaminato nell’ambito di un’attività investigativa più ampia. Un’attività finalizzata a verificare la compatibilità delle dichiarazioni dell’indagato con gli elementi oggettivi raccolti.

Il furgone potrebbe essere particolarmente importante per ricostruire gli spostamenti dell’uomo nelle ore considerate decisive dagli investigatori. Il fine è verificare l’eventuale presenza di materiali o tracce biologiche che possano avere un significato per l’indagine.

Cosa è successo nella casa di Noemi

Il 23 agosto i vigili del fuoco sono arrivati in via Circonvallazione dopo la segnalazione di un incendio. Una volta entrati nell’abitazione, hanno trovato Noemi morta e impiccata.

La presenza dell’incendio ha immediatamente reso più complessa la scena. Gli investigatori hanno dovuto infatti stabilire non soltanto le cause della morte, ma anche l’origine del rogo e la sua eventuale relazione con quanto accaduto.

Uno degli elementi emersi dal sopralluogo del Ris è particolarmente significativo. La stanza nella quale è stato trovato il corpo non sarebbe stata direttamente interessata dalle fiamme. Essa sarebbe stata annerita dal fumo. Le altre zone dell’immobile risultavano invece maggiormente danneggiate dal fuoco.

È proprio la dinamica dell’incendio a essere oggetto di ulteriori verifiche, anche alla luce dell’ipotesi investigativa secondo cui chi avrebbe appiccato il rogo potrebbe essersi allontanato dall’immobile attraverso i balconi comunicanti. Una pista investigativa ancora da verificare ovviamente.

Il sopralluogo del Ris e il telefono ritrovato

Il 2 settembre i carabinieri del Ris di Messina hanno raggiunto l’abitazione per effettuare gli accertamenti irripetibili disposti dalla Procura. Gli specialisti hanno eseguito rilievi fotografici e acquisito diversi reperti, lavorando sulla scena per molte ore.

Durante le operazioni hanno rinvenuto anche un telefono cellulare. Gli esperti sottoporranno il dispositivo ad opportune analisi per verificare a chi appartenesse e, soprattutto, se contenga informazioni utili a ricostruire le ultime ore di Noemi, i suoi contatti e gli eventuali movimenti effettuati prima della morte.

Tony Proietto continua a negare ogni responsabilità

Tony Proietto rimane l’unico indagato per omicidio. L’uomo ha sempre negato di avere ucciso Noemi e ha respinto anche la definizione di compagno della vittima, sostenendo che tra loro esistesse un rapporto di amicizia.

Nella sua ricostruzione, Proietto avrebbe ricevuto segnali che lo avevano portato a pensare che Noemi avesse intenzione di commettere suicidio. Ha inoltre riferito di aver trovato la donna senza vita.

Gli investigatori stanno effettuando su questo punto una serie di verifiche incrociate, confrontando le dichiarazioni dell’uomo con i dati telefonici, le immagini delle telecamere e gli elementi scientifici recuperati nella casa e sul suo furgone.

La pista dell’altro uomo

Un altro elemento emerso nelle ultime ricostruzioni riguarda la presenza di un secondo uomo nella vita di Noemi nei giorni precedenti alla morte.

Proietto avrebbe riferito che la donna sia stata accompagnata da un altro uomo a Giarre nella notte del 21 agosto. Gli investigatori indagano sulla circostanza, alla ricerca di riscontri attraverso le telecamere e gli altri dati disponibili.

Non è al momento possibile stabilire quale ruolo possa avere questa persona nella vicenda e non risultano elementi pubblici che consentano di collegarla alla morte di Noemi.

La famiglia: «Non è suicidio»

I familiari di Noemi continuano a respingere l’ipotesi del suicidio. La madre ha chiesto giustizia per la figlia e ha contestato anche le ricostruzioni che hanno descritto Noemi come una donna abbandonata o priva di sostegno.

Anche il padre ha espresso dubbi sul suicidio, arrivando però a difendere lo stesso Proietto, che conosce da molti anni e che, secondo la sua valutazione personale, non sarebbe una persona capace di commettere un gesto simile.

La posizione della famiglia è dunque particolarmente netta sull’ipotesi della morte volontaria.

Il caso torna questa sera a Quarto Grado

Gianluigi Nuzzi parlerà del giallo di Noemi Impellizzeri nella nuova puntata di Quarto Grado in onda questa sera, venerdì 4 settembre, alle 21.30 su Retequattro. La trasmissione ha annunciato un approfondimento sulla morte della 33enne, sulle circostanze ancora poco chiare e sulla posizione di Tony Proietto.

Gli ultimi sviluppi arrivano dunque mentre l’indagine scientifica è ancora in corso: il Ris deve completare l’analisi dei reperti raccolti nell’abitazione e del furgone sequestrato, mentre gli investigatori continuano a incrociare testimonianze, immagini e dati telefonici.

La domanda centrale resta ancora senza risposta: qualcuno ha ucciso Noemi Impellizzeri? Il ritrovamento del telefono, il sequestro del furgoncino e gli approfondimenti sulla dinamica dell’incendio rappresentano i nuovi tasselli di un’inchiesta che potrebbe ancora riservare importanti sviluppi.

FONTI:

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