Mobilità docenti, stop alla deroga per i genitori over 65

Il nuovo contratto sulla mobilità della scuola restringe anche la deroga legata ai figli. Sarà più difficile chiedere trasferimento adesso.

Cambiano le regole per la mobilità dei docenti italiani. Con la firma del nuovo contratto integrativo sulla mobilità del personale scolastico, arrivano modifiche che incidono concretamente sulle possibilità di trasferimento. Tra le novità più discusse c’è la cancellazione della deroga che permetteva ai docenti di superare il vincolo triennale per avvicinarsi a un genitore con più di 65 anni. Una scelta che restringe le possibilità di mobilità per molti insegnanti. Il provvedimento sta già alimentando un acceso confronto tra sindacati, personale scolastico e amministrazione.

Nuove regole sulla mobilità dei docenti

Il tema della mobilità torna al centro dell’attenzione del mondo della scuola dopo la firma definitiva del Contratto Collettivo Nazionale Integrativo sulla mobilità valido per il triennio 2025-2028. L’accordo è stato sottoscritto il 10 marzo presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito e definisce le regole che disciplineranno trasferimenti, passaggi di ruolo e assegnazioni del personale docente, educativo e ATA nei prossimi anni scolastici.

Tra le novità più rilevanti spicca un cambio di impostazione sulle deroghe al cosiddetto vincolo triennale. Questo vincolo impedisce ai docenti che hanno ottenuto una nuova sede di chiedere trasferimento per tre anni consecutivi. In passato erano previste alcune eccezioni per situazioni familiari particolari, pensate per consentire ai docenti di avvicinarsi ai propri affetti più stretti.

Il nuovo contratto riduce però il numero di queste eccezioni. In particolare viene eliminata la possibilità di chiedere trasferimento per ricongiungersi a un genitore con più di 65 anni. In altre parole, i docenti che si trovano in questa situazione non potranno più utilizzare questa motivazione per superare il vincolo triennale e chiedere il trasferimento verso il comune di residenza del genitore anziano.

Si tratta di una modifica che riguarda potenzialmente migliaia di insegnanti, soprattutto coloro che negli ultimi anni sono stati immessi in ruolo lontano dalla propria regione o provincia di origine e che speravano di avvicinarsi alla famiglia proprio attraverso questa deroga.

Un’altra modifica riguarda invece la deroga legata alla presenza di figli. Anche in questo caso il contratto introduce una restrizione: l’età dei figli che consente di superare il vincolo scende da 16 a 14 anni. Questo significa che la platea dei docenti che possono usufruire di questa possibilità sarà più ridotta rispetto al passato.

Le nuove regole entreranno in vigore già per la mobilità relativa all’anno scolastico 2026-2027, rendendo il sistema di trasferimenti più rigido rispetto alle versioni precedenti del contratto.

Parallelamente, si avvicinano anche le date per la presentazione delle domande. Secondo le indicazioni emerse in queste ore, la finestra per i docenti dovrebbe aprirsi a partire dal 16 marzo e chiudersi nei primi giorni di aprile, con la pubblicazione dei movimenti prevista verso la fine di maggio.

Proprio su questo aspetto si concentra una parte del dibattito sindacale. Alcune organizzazioni del comparto scuola hanno espresso forti perplessità sulla scelta di eliminare la deroga per i genitori anziani. Secondo queste posizioni, molti docenti avrebbero accettato incarichi lontani confidando nella possibilità di avvicinarsi alla famiglia negli anni successivi proprio grazie a questa possibilità.

Non mancano quindi le iniziative per cercare di riaprire il confronto. Alcuni sindacati hanno già annunciato la volontà di proporre modifiche future, almeno per consentire il ricongiungimento ai genitori ultra sessantacinquenni nelle procedure di assegnazione provvisoria o in eventuali interventi normativi successivi.

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