Manfredonia si candidi a sede del “Tribunale del Gargano”: un’opportunità irripetibile per la legalità in Capitanata

Di fronte a un Tribunale di Foggia al collasso e a una criminalità sempre più evoluta, emerge la necessità di un nuovo presidio di giustizia. L’appello di Antonio Castriotta sui suoi canali social: “Manfredonia ha tutte le carte in regola, non perdiamo questa occasione”.

La geografia giudiziaria della Capitanata potrebbe presto cambiare, e Manfredonia è chiamata a giocare un ruolo da protagonista. L’input arriva direttamente dalla Commissione Giustizia, dove il dottor Enrico Infante, Procuratore della Repubblica di Foggia, ha recentemente lanciato un allarme inequivocabile: la provincia ha un bisogno indifferibile di una seconda sede di tribunale.

Non è un mistero che il Palazzo di Giustizia foggiano sia oggi uno dei più oberati d’Italia. Dal 2013, anno in cui la riforma della geografia giudiziaria ha soppresso le sezioni distaccate (tra cui Lucera e la stessa Manfredonia) accorpando tutto nel capoluogo, il sistema è andato in sofferenza. I dati statistici diffusi dal Ministero della Giustizia parlano chiaro: si tratta di decine di migliaia di fascicoli l’anno che rischiano di ingolfare la macchina della giustizia in un territorio che, al contrario, necessita di risposte rapide e decise.

L’evoluzione della “Quarta Mafia” A rendere la situazione ancora più urgente è la natura della criminalità locale. Oltre tre anni di indagini hanno cristallizzato l’esistenza di consorterie mafiose garganiche e foggiane che non hanno nulla da invidiare alle mafie tradizionali. Oggi, pur parzialmente decapitata dalle operazioni delle forze dell’ordine e dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, la mafia locale ha cambiato pelle. Ha abbandonato le azioni eclatanti del passato per inabissarsi, riciclando capitali sporchi nei settori nevralgici dell’economia legale. È diventata una mafia “da colletto bianco”, altamente informatizzata, capace persino di assoldare hacker per violare sistemi iper-protetti e trafugare dati sensibili.

La candidatura di Manfredonia In questo scenario complesso, nasce l’appello di Antonio Castriotta: Manfredonia deve candidarsi immediatamente per ospitare il nuovo “Tribunale del Gargano”.

I requisiti per la città sipontina ci sono tutti. Oltre a vantare un passato storico come sede di un’importante sezione distaccata del Tribunale di Foggia, Manfredonia rappresenta uno snodo cruciale per l’intera provincia. Gode di un intenso traffico economico, di un porto strategico per i traffici marittimi e di una radicata e massiccia presenza delle forze dell’ordine, con presidi strutturati di Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato.

Un volano per il rilancio del Gargano Riportare un presidio di giustizia di tale portata a Manfredonia non avrebbe solo una valenza logistica o deflattiva per Foggia. Significherebbe piantare un faro di legalità alle porte del Gargano, un territorio dalle potenzialità economiche turistiche e commerciali straordinarie, ma storicamente frenate dalla pressione criminale.

L’istituzione del Tribunale del Gargano a Manfredonia sarebbe un segnale forte dello Stato. Come sottolinea Castriotta, si tratta di un’occasione d’oro per rilanciare la città, trasformandola nel baricentro della legalità e della rinascita economica dell’intero promontorio. Le istituzioni locali e la società civile sono ora chiamate a fare rete: la candidatura va presentata, sostenuta e vinta. Un’opportunità del genere, semplicemente, non può essere sprecata

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