Manfredonia, Palude Frattarolo in fiamme. Basta: “Catastrofe ambientale che ha responsabili ben precisi”

PALUDE FRATTAROLO IN FIAMME: L’ENNESIMA CATASTROFE AMBIENTALE CHE HA RESPONSABILI BEN PRECISI. SERVE UNA SVOLTA POLITICA ED ESECUTIVA IMMEDIATA.

​L’ennesimo rogo di imponenti proporzioni che ha devastato la Palude Frattarolo rappresenta l’ennesima pagina nera per la tutela del nostro territorio e la conferma del fallimento politico e amministrativo delle istituzioni preposte alla sua salvaguardia.

Non si può e non si deve più parlare di fatalità di fronte a un fenomeno drammaticamente sistematico e ricorrente! L’assenza di prevenzione reale ed efficace si traduce in una precisa responsabilità politica.

​Mentre ettari di habitat protetto, flora e fauna selvatica vanno in fumo, l’amministrazione continua a subire passivamente l’azione devastatrice di piromani e criminali ambientali, limitandosi a interventi di emergenza a disastro ormai avvenuto. La tutela del patrimonio naturalistico non si fa con le dichiarazioni di circostanza dopo il divampare dei roghi, ma con il controllo capillare, la pianificazione e l’allocazione di risorse adeguate. Ho letto un intervento di un rappresentante di un partito che puntualmente dopo gli incendi elenca colpe, mancanze ed iniziative da intraprendere. Caro Alfredo poiché sono sicuro di quanto tieni veramente a cuore l’ambiente ti chiedo i fatti! Bisogna sbattere i pugni sul tavolo e chiedere a gran voce di fare chiarezza su quanto accade e individuare di xhi sono le responsabilità politiche! Chiedi di fare luce sull’incendio delle ecoballe nella D46 e chi non ha attuato la dovuta vigilanza sul sito dopo che il giorno prima si era avuto un tentativo di incendio alle ecoballe di lido di Romagna!

​Contestiamo e denunciamo con fermezza

​il totale fallimento del sistema di prevenzione e sorveglianza!

È inammissibile che un’area di tale pregio ecologico sia totalmente sguarnita di presidi fissi, videosorveglianza ad alta tecnologia e sistemi di monitoraggio mediante droni nei periodi a più alto rischio.

​La mancata gestione dei canneti e la scarsa manutenzione delle barriere naturali hanno consentito al fuoco di propagarsi senza alcun ostacolo, trasformando singoli inneschi in veri e propri inferni di fuoco.

Manca una visione strategica integrata tra gli enti locali, la Regione Puglia e gli organi di gestione dell’area protetta per proteggere un ecosistema fragile ed essenziale.

​ Non siamo più disposti a tollerare la resa delle istituzioni di fronte ai crimini ambientali per manifesta incapacità da parte di una Amministrazione che pensa alle sagre, feste e festicciola ma che per tutto il resto latita!

Michelangelo Basta

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