Manfredonia, il Carnevale di Paglialonga del Largo Nicastro
Manfredonia – NEI pressi di Largo Nicastro accanto al noto palazzo del tardo barocco. si sentiva molto il Carnevale dauno, ma un po’ ovunque nella città! Erano pressappoco gli anni 1961 si preparava un nuovo argomento, i problemi e le novità dell’anno. L’entusiasmo saliva a colpi di tamburo! Si organizzavano però a lavorare la cartapesta sempre all’ultimo momento e perciò era notevole il sacrificio della sfilata che apriva la festa pomeridiana.
A quell’epoca era così che sfilavano i carri allegorici, accompagnati dalla banda musicale città di Manfredonia..e le perle del Golfo che davano il via alla manifestazione: profumavano ogni via di confetti ch’era l’odore classico, nel mio paese che teneva tanto a far bella figura davanti al nostro popolo e, i dintorni del Gargano, visto ch’era: insieme a Putignano la più importante in Puglia, in massa accorrevano da ogni luogo più sperduto e isolato! Quella domenica ricorda il signor Paglialonga: Oronzo, carrista autodidatta conosciuto nell’ambiente come uno virtuoso, sfilava con il carro preparato da lui e la sua squadra:”Gli uomini primitivi”.
Questo era il titolo. Oltre ai personaggi che si muovevano c’erano dei giovani vestiti da primitivi! Ma il miglior primitivo perché impacciato e timido era Giovanni, che con la clava in mano sfilava per le via del corso, emozionato e contento, faceva l’inchino, mentre la gente pressata uno contro l’altra fino a schiacciarsi contro i palazzi..e ricorda quel carro maestoso per farlo sfilare occorreva alzare i fili elettrici fino alla cima dei tetti. Avete presente l’abito del primitivo? Il pellicciotto. In quegli anni le mutande erano larghe e senza molla all’inguine, dato l’altezza del carro ,Giovanni non s’era accorto che lue sue noci pendevano e sventolavano agli occhi delle persone, che ridevano da matti ,Giovanni pensava che gustassero il loro creativo lavoro…anche, ma la stanchezza era tanta e non si avvedeva in mezzo a quella folla che lo stordiva per il rumore.
Non aveva capito un bel niente!E lui con una smorfia di sorriso ossequiava con ringraziamento ! A quel punto intervenne il fratello Sergio che aveva assistito a tutta la scena..gli corse contro e gridando gli disse : Giovanni alzati un po’ le mutande che si vedono ! E lui :- Che hai detto ?- Non ho capito? E Giovanni sfilò tutto Corso Manfredi davanti agli occhi di tutti con le sue noci di bosco! Per tutta la durata,fino alla fine.
Quando completarono il percorso Sergio gli si avvicinò e gli disse:- Giovanni io ti ho chiamato perché la gente vedeva le tue noci, e tu non mi capivi! Ma non è vero ? Ma davvero ! E lui :- E seppure è successo che m’importa di loro. Tanto tra un’ora vado a ballare, senza interruzione fino alle cinque di domattina ..e farò colazione con la farrata e caffè..altro che tutte queste chiacchiere, questa si che è aria di vivere..statt bun fret io vado a spassarmela.
Carnevale Dauno (Archivio Salatore Favia@)
A cura di Claudio Castriotta)

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