Manfredonia, Arminio: “Che fine hanno fatto le promesse elettorali sui parcheggi a Manfredonia?”
Vi ricordate il video elettorale davanti al parchimetro? Quello in cui si diceva che le tariffe a Manfredonia erano persino più care di Montecarlo e che bisognava “assolutamente abbassare il costo degli abbonamenti per renderli sostenibili”? Bene. Siamo a giugno 2026, l’estate è partita, ma l’unica cosa che è cambiata… è che la situazione è peggiorata.
Oggi parliamo di un pezzo fondamentale di questo puzzle, di cui nessuno parla mai abbastanza: gli ausiliari del traffico. La realtà è imbarazzante. Abbiamo una città sommersa di strisce blu, ma la pianta organica è letteralmente all’osso: ci sono solo 3 ausiliari in totale. Sì, avete letto bene: TRE. E la cosa si fa ancora più paradossale:
Questi tre lavoratori devono anche garantire l’apertura e la gestione dell’ufficio al pubblico.
Risultato? In mezzo alla strada, a controllare l’intera città, si riducono a due o addirittura a un solo ausiliario in servizio.
Proprio da oggi, come ogni estate, l’orario della sosta a pagamento si allunga fino a mezzanotte. Ora, qualcuno a Palazzo di Città spieghi, matematicamente, come si fa a coprire una città intera fino a mezzanotte con due persone in croce? Si pretende che facciano i miracoli o i turni di 16 ore?
Questo non è solo un danno per i lavoratori, ma è un fallimento gestionale ed economico per Manfredonia:
1. Meno controlli = Meno incassi: Se non ci sono ausiliari a coprire le zone, l’incasso dei parcheggi non sarà mai quello potenziale. Chi ci perde? Le casse del Comune, cioè tutti noi.
2. Zone scoperte e caos: Mandare l’unico ausiliario rimasto a fare la trottola da una parte all’altra della città significa lasciare sistematicamente scoperte intere aree, alimentando la sosta selvaggia proprio nei mesi di punta.
L’Amministrazione La Marca continua a non prendere una posizione chiara, né sulle tariffe e sui costi per i residenti (che restano una batosta), né sulla gestione del personale. Ma le responsabilità non riguardano soltanto il sindaco. Anche l’assessore con delega competente dovrebbe spiegare ai cittadini cosa sta accadendo.
Invece, su una questione che sta creando malcontento tra cittadini e lavoratori, i risultati non si vedono.
Caro Sindaco, “avere a cuore” la questione dei parcheggi non significava fare un video di propaganda prima del voto. Significava programmare l’estate, tutelare i lavoratori e non lasciare la città nel caos più totale.
La campagna elettorale è finita da un pezzo.
Michele Arminio

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