Manfredonia 22 aprile 2026
“Abbandono di rifiuti: non è casuale, è un sistema che va rotto”
Come Guardie Ambientali Italiane, ogni giorno ci troviamo davanti a scene che non possono più essere liquidate come semplici “atti di inciviltà”. L’ultimo ritrovamento, avvenuto nel Tratturo Bissanti, riguarda circa 5 tonnellate di poliuretano espanso rigido (materiale altamente utilizzato per isolamento industriale). Non si tratta di un caso isolato, ma dell’ennesima conseguenza di un meccanismo ormai diffuso.
Come nasce l’abbandono dei rifiuti?
Spesso tutto parte da un passaggio apparentemente “secondario”:
una ditta esegue un lavoro e calcola anche il costo corretto dello smaltimento;
il committente, per risparmiare, decide di “occuparsene personalmente”;
il rifiuto, invece di seguire il percorso legale, finisce abbandonato nell’ambiente.
Questo schema si ripete in molti settori. E ogni volta il risultato è lo stesso: territorio devastato e comunità danneggiata.
Perché succede?
Perché il nostro territorio, di fatto, “offre opportunità” a chi vuole smaltire illegalmente: controlli insufficienti, percezione di impunità, mancanza di verifiche sulla filiera dei rifiuti, affidamento a soggetti non autorizzati (“ditte fantasma”).
Alle istituzioni chiediamo con forza: più controlli mirati e costanti, tracciabilità reale dei rifiuti, verifiche sui lavori che prevedono smaltimenti, sanzioni efficaci e tempestive.
Ai cittadini diciamo: non delegate lo smaltimento a chi non può dimostrarvi come e dove verrà effettuato. Risparmiare oggi significa pagare domani, tutti, in termini di ambiente, salute e dignità del territorio.
Ogni abbandono, aggiunge Manzella, non è solo un reato: è il risultato di una catena di responsabilità che va interrotta. Noi continueremo a vigilare, denunciare e intervenire. Ma serve un impegno concreto da parte di tutti.
Alessandro Manzella
Resp.le Guardie Ambientali Italiane

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