Mancata manutenzione della caldaia: cosa si rischia?

La manutenzione caldaia è obbligatoria. La legge, infatti, prevede il pagamento di sanzioni in caso di mancata revisione nei tempi previsti. Lo stesso accade nel caso in cui vengano riscontrate difformità relative alla documentazione dell’impianto.

Manutenzione ordinaria della caldaia e controllo dell’efficienza energetica (o verifica dei fumi)

A chi spetta la manutenzione ordinaria della caldaia? Per rispondere a questa domanda occorre distinguere se è installata in una la casa di proprietà o in affitto.

La manutenzione ordinaria della caldaia è a carico del proprietario dell’immobile sia nel caso in cui risieda presso lo stesso, sia nel caso in cui l’installazione della caldaia sia all’interno di un’unità abitativa, ad esempio in un condominio, con riscaldamento autonomo.

Se l’immobile è stato dato in affitto, la manutenzione ordinaria della caldaia spetta del locatario, il quale deve occuparsi anche di interventi non straordinari come il controllo dei fumi, la pulizia della caldaia, la sostituzione di componenti soggetti a usura per l’utilizzo dell’impianto nella quotidianità.

Quando sopraggiunge la necessità di interventi di manutenzione straordinaria, come per esempio la sostituzione della stessa caldaia e il successivo collaudo, la figura coinvolta è invece il proprietario.

Mancata manutenzione della caldaia: quanto si rischia e chi deve pagare

In caso di mancata od omessa compilazione del libretto della caldaia, si rischiano multe dai 500 ai 3.000 euro, come stabilito dall’art. 15 del D. Lgs. Il libretto, infatti, contiene tutti i dati relativi all’impianto e agli interventi che, nel corso del suo ciclo di vita, lo hanno coinvolto.

La legge prevede una sanzione pecuniaria anche per il manutentore che non ha proceduto alla compilazione o che non l’ha completata. La somma può andare dai 1.000 ai 6.000 euro.

Quando la manutenzione ordinaria non risulta essere stata effettuata, la sanzione può andare dai 50 ai 3.000 euro. Sono previsti aumenti della multa fino a 200 euro nel caso in cui dovessero venire rilevate problematiche nell’impianto.

In un’ottica di prevenzione di incidenti domestici gravi o di dispersione di rilevanti quantità di CO2 nell’aria, la normativa vigente prevede che nei Comuni con più di 40.000 abitanti vengano effettuati controlli a campione per monitorare la conformità degli impianti e dei dati sulla manutenzione.

Il cittadino riceverà un avviso dell’ispezione almeno due settimane prima della stessa, in modo da avere la possibilità di potersi eventualmente mettersi in regola.

Periodicità della manutenzione

La manutenzione ordinaria della caldaia va eseguita basandosi su cadenze temporali indicate, in sede di installazione dell’impianto, dai tecnici.

L’intervento di controllo dei fumi prevede tempistiche diverse a seconda della potenza dell’impianto e della tipologia di combustibile. Ecco tutti i dettagli in merito:

Il controllo dei fumi a cadenza annuale è necessario anche per le caldaie a gas, a metano e a gpl con potenza oltre i 100 kW.

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