Ieri sera il consiglio dei ministri ha approvato il cosiddetto “decreto rilancio”. Voglio fare qualche considerazione generale che può esserti utile da subito.
La regola qui alla CIVILIS ENDAS è quella che non si commenta mai una bozza, quindi non entreremo nel merito degli articoli singoli. Questo perché non c’è mai una volta in cui il testo vada in gazzetta ufficiale come ce l’avevano proposto in bozza. Non credo invece che ci saranno stravolgimenti sulla linea generale del decreto ed è di quello parlerò. I giornali di sta mattina non c’è nessuno contento di questo decreto. Ieri sera, dopo che è stato approvato, ho letto la bozza e scorrendo le 469 – QUATTROCENTOSESSANTANOVE pagine, ogni tanto mi soffermavo su qualche articolo e pensavo tra me e me: “guarda sta volta ne hanno messo uno utile o intelligente”. Immancabilmente alla fine dell’articolo c’era una postilla che annullava l’utilità di tutto l’articolo. Postille del tipo: articolo valido solo per quelli che hanno 43 anni e sei giorni, sono biondi, alti 184, hanno avuto una ferita di guerra e hanno perso un occhio in un incidente di moto.
Oppure: tutto quello che è scritto nel presente articolo è valido a discrezione degli incaricati della pubblica amministrazione. Oppure: questi 200 milioni verranno presi dalle scommesse con l’intento di essere ridistribuiti alle associazioni. A questo punto ci si aspetterebbe che venga fatto, con questi soldi, un bel bonifico alle associazioni prendendo gli indirizzi dal registro del CONI. E invece no, andranno ad un fondo, che deve essere costituito, che deciderà eventualmente come destinarli. Lascio l’interpretazione di cosa vuol dire. Prima di capire quello che (non) c’è per le associazioni bisogna capire il problema vero. Questo è stato semplificato in maniera eccezionale ieri da Enrico Marro, giornalista del Corriere della Sera che titola il suo articolo: “Decreto Rilancio, il consiglio dei ministri slitta: problemi di copertura” Chiaro, no? PROBLEMI DI COPERTURA.
Lo stato italiano semplicemente non ha i soldi. Ripeto, lo stato italiano NON ha i soldi. Non può stampare moneta e le sue entrate dipendono direttamente dagli imprenditori (incluse le associazioni) e dalle partite iva. I dipendenti infatti non fanno bonifici allo stato. Aziende, associazioni e professionisti stanno morendo e lo stato prende sempre meno soldi. Come fa ad aiutarci se è più povero di noi? E’ previsto un calo del PIL del -10% almeno, più che nel quinquennio della seconda guerra mondiale, che fece -9.7%. Il primo trimestre ha già fatto -4.7% considerando che i primi due mesi si è lavorato. mancano almeno 200 miliardi all’appello. Per questo decreto, dichiarato da 55 miliardi, le coperture attualmente sono solo formali. I soldi in contanti o sui conti correnti dello stato non ci sono. Lo stato non li ha nelle casse. Li avrà se le aziende gli pagheranno l’iva, le tasse, eccetera.
Tutti gli italiani si stanno lamentando perché stanno aspettando soldi dallo stato che non arrivano. Gli unici che vengono pagati con regolarità sono i dipendenti pubblici e i pensionati. I cittadini di serie A. Quindi il primo problema di questo decreto è che i soldi sono largamente insufficienti a tamponare il problema. Però ce n’è un secondo che è anche peggiore. Qualche soldo obiettivamente in questo decreto c’è, ed è per questo che avevo un minimo di fiducia. E invece, visto che viviamo nel paese dei tagli lineari, questi soldi non sono stati incanalati su due o tre fronti precisi, dando una bella botta tipo defibrillatore per riportare in vita il paziente. Per non scontentare nessuno, e di fatto rendendo il decreto totalmente inutile, i soldi sono stati divisi in centinaia di micro provvedimenti che non hanno le coperture per essere utili. Uno statista penserebbe: ho 50 pazienti che stanno morendo e sono in arresto cardiaco, spendo tutto quello e/o per comprare tre defibrillatori e cerco di salvarne il più possibile. Al contrario è stata comprata una scorta di 100 flaconi di aspirina, almeno ce n’è per tutti. Come avrai capito quindi anche per le associazioni qualcosina c’è. Avranno anche loro la loro aspirina, ma nulla di più. Per quanto ho potuto leggere ci sono provvedimenti che permettono all’associazione di indebitarsi (saranno contenti i presidenti), un nuovo presunto fondo, qualche buona notizia (forse) sugli affitti e qualcosa che riguarda la pubblica amministrazione. Bisogna cavarsela con le proprie forze.
GIUSEPPE MARASCO

“X Day” giovani imprenditori ConfCommercio Foggia: impresa, giovani e territorio al centro della seconda edizione
La Capitanata e la Germania sempre più vicine: grande successo per l’incoming dei buyer tedeschi per promuovere le eccellenze agroalimentari e turistiche del territorio