L’indebolimento del ceto ebraico-mercantile a Manfredonia

Pasquale Ognissanti (Archivio Storico Sipontino)

Nel 1528 si ha l’assedio del Lautrec e l’arrivo degli “amici” Lombardi (soldati provenienti dalla Lombardia), descritti dal notaio Pietrantonio Rosso, sipontino, che sconquassano la città, ammazzando molti cittadini e costringendo altri ad emigrare in varie parti d’Italia.

A seguito di queste vicende si ha l’esclusione di alcune famiglie eminenti dalla città che avrebbero parteggiato per i franco-veneti, di cui si fa cenno pure nell’elencazione dei fuochi esclusi dalla tassazione, del 1533.

L’esilio comporta  la confisca, nel 1531, dei beni a molti notabili sipontini, come  Carlo e Girolamo da Eboli, Loisetto Capuano, Angelo e Carlo  de Nicastro, Berardino de Nola, Federico ed Eligio Capuano, Antonio Minadoy, Guglielmo Andres, Leonardo Absalon, Francesco de Florio; alcuni di questi (se non tutti) sono indubbiamente di formazione ebraica.

Conseguente a questa esclusione, si ha la sostituzione negli uffici pubblici, dei Genovesi al posto dei Sipontini; ne consegue il ricorso  al sovrano, Carlo I, il quale, nel 1533, emana dei privilegi, proprio per contemperare questa esclusione.

                  Forse, a  causa di tanto, ovvero, per l’indebolimento del ceto ebraico nell’economia cittadina, che nel contempo abbraccia la fede cristiana, si ha la denuncia contro i falsi cristiani, neofiti, del 1534.

E’ chiaro che il tutto è frutto della nuova politica spagnola che tende ad escludere dal regno e dai possedimenti il ceto di fede giudaica (se pur neofita).

            Ma a seguito della denuncia, non è che le famiglie  interessate, come i Capuano, i de Florio, gli Stellatello, i de Nicastro ecc., non siano più attive a Manfredonia, le vediamo, con i propri esponenti, ancora radicati nel sostrato socio-economico della comunità sipontina.

          Ciò nonostante, però, la presenza del ceto ebraico-mercantile, a Manfredonia, risulta fortemente penalizzato, dopo l’esplosione socio-economico-demografica della seconda parte del ‘400. 

          Inizia così una fase di lento e continuo decadimento che avrà il suo culmine con il sacco piratesco del 1620.

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