La Nazione dai piedi d’argilla
Doveva essere una giornata da ricordare. E lo è stata per davvero.
Una tranquilla gita con la parrocchia SS. Trinità a Lanciano si è trasformata in un’odissea. In Italia, nel 2026, bastano pochi giorni di pioggia per spezzare in due un Paese intero. Frane, strade chiuse, treni fermi, collegamenti saltati: criticità note da anni che tornano puntualmente a presentare il conto.
E così il rientro da Lanciano a Manfredonia è diventato una piccola avventura: 9 ore di viaggio, deviazione per Isernia, code chilometriche, la possibilità di non poter neanche scendere dai mezzi, informazioni raccolte strada facendo.
Sembra assurdo essere collegati con il mondo, persino con la Luna, e poi avere difficoltà anche solo per rientrare in Puglia.
Non è normale che ogni emergenza diventi un’emergenza doppia per chi vive nel Sud.
Alla fine, sì: ricorderemo i giochi e i sorrisi di una gita con la parrocchia, i bambini instancabili, l’ottimismo di Don Matteo, le catechiste presenti in ogni momento, i genitori premurosi e uniti, gli autisti dei due mezzi che con pazienza e responsabilità ci hanno riportato a casa sani e salvi. Ma anche che questa esperienza ci ricorda quanto ancora ci sia da fare perché vivere o muoversi in questa nostra Italia non diventi ogni volta un’incognita.
Maria Teresa Valente

Addio a Franco Botto, testimonial del “Tonno insuperabile”
Poste Italiane: da sabato 2 maggio saranno in pagamento le pensioni del mese