Kingdom Hearts: in Giappone si è al lavoro su un remake?

Dopo diversi anni di silenzio, Kingdom Hearts torna prepotentemente alla ribalta con un rumor. Ne sentivamo la mancanza?

La saga di Kingdom Hearts è una delle più amate da (almeno alcuni) fan dei videogiochi JRPG, e ogni nuova voce sul suo futuro scatena sempre grande entusiasmo nella community. Nelle ultime ore sono circolate nuove indiscrezioni riguardo a un possibile remake del primo capitolo della serie, attualmente in sviluppo da parte di Square Enix (o tramite uno studio esterno), mentre prosegue anche la produzione del prossimo Kingdom Hearts IV. Tuttavia, è importante sottolineare fin da subito che si tratta di rumor non ufficiali e non confermati dalla casa madre.

Secondo fonti vicine al leaker conosciuto come eXtas1s, Square Enix starebbe lavorando parallelamente su due progetti legati a Kingdom Hearts: il quarto capitolo principale della saga e un remake completo del primo gioco uscito nel 2002 su PlayStation 2. Il progetto di remake sarebbe stato momentaneamente chiamato Kingdom Hearts Relux e non si tratterebbe di una mera rimasterizzazione grafica, bensì di una ricostruzione profonda dell’esperienza originale con asset moderni e gameplay rivisto per adattarsi agli standard tecnici attuali.

Cosa sappiamo (e cosa resta rumor)

Secondo i report, il remake del primo Kingdom Hearts sarebbe stato originariamente concepito come un progetto mobile poi cancellato da Square Enix. Successivamente, l’editore nipponico avrebbe deciso di recuperare alcuni asset grafici e modelli già prodotti per destinarli a una versione per console e PC. Questi materiali, insieme a nuove risorse, servirebbero per creare un pacchetto moderno del gioco, con ambientazioni e personaggi aggiornati e con un gameplay reso più fluido e moderno.

Diversi rumor indicano che lo sviluppo potrebbe essere affidato a Tose Software, uno studio di sviluppo giapponese noto per collaborazioni con Square Enix su titoli come Dragon Quest Treasures e Crisis Core: Final Fantasy VII Reunion. L’idea sarebbe quella di preservare l’atmosfera originale del titolo del 2002, ma con un livello di dettaglio grafico e tecnico allineato alle piattaforme moderne come PlayStation 5, Xbox Series X|S, PC e forse anche Nintendo Switch 2.

A distanza di oltre vent’anni, Kingdom Hearts resta un prodotto che oggi appare oggettivamente bizzarro. Già nei primi anni Duemila l’idea di un crossover tra Disney e Square era un’operazione azzardata: due universi lontanissimi per tono, pubblico e linguaggio narrativo, tenuti insieme più da un esercizio di stile che da una reale necessità creativa. Col passare del tempo, quella miscela che allora poteva sembrare curiosa oggi rischia di risultare pesantemente cringe, soprattutto alla luce di una narrazione sempre più contorta e autoreferenziale.

Dopo la delusione diffusa di Kingdom Hearts III e il lungo, quasi imbarazzante silenzio che accompagna lo sviluppo del quarto capitolo, viene spontaneo chiedersi se ci sia davvero bisogno di continuare a espandere questo franchise. L’impressione è che Square Enix stia cercando di tenere in vita un brand più per inerzia che per una reale urgenza artistica.

E poi c’è Sora. Un protagonista che, a conti fatti, non è mai riuscito a diventare davvero memorabile. Privo di un conflitto interiore forte, spesso ingenuo fino all’eccesso, Sora subisce la trama più di quanto la guidi. È un personaggio che reagisce agli eventi senza mai lasciare un segno profondo, schiacciato da una mitologia che lo sovrasta e da comprimari spesso più interessanti di lui. In un’epoca in cui gli eroi videoludici sono diventati più complessi e sfaccettati, Sora resta fermo a una scrittura che sente inevitabilmente il peso degli anni.

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