Nel 2026 i prezzi in Italia tornano a crescere, ma con un’intensità più contenuta rispetto agli anni precedenti. Secondo gli ultimi dati diffusi da ISTAT, l’inflazione mostra segnali di ripresa nei primi mesi dell’anno, con un’accelerazione che riguarda soprattutto alcuni settori chiave come alimentari e servizi.
Dopo una fase di relativa stabilità a fine 2025, l’inizio del nuovo anno evidenzia un incremento dei prezzi al consumo. A gennaio l’inflazione si è attestata intorno all’1% su base annua, mentre a febbraio si registra una crescita più marcata, arrivando all’1,6%.
Inflazione in crescita ma sotto controllo
Nonostante l’aumento, il livello generale dei prezzi resta ancora lontano dai picchi registrati negli anni precedenti. L’inflazione acquisita per il 2026 si mantiene su valori contenuti, pari a circa +0,4% nei primi mesi dell’anno.
Questo indica che, pur in presenza di rincari, la crescita complessiva dei prezzi è ancora moderata. Tuttavia, l’andamento non è uniforme: alcune categorie stanno registrando aumenti più significativi rispetto ad altre.
Cosa aumenta di più nel 2026
A trainare l’inflazione sono soprattutto:
- servizi legati al turismo e all’alloggio, con aumenti anche a doppia cifra
- trasporti, che registrano rincari evidenti
- alimentari freschi, con incrementi tra il 2,5% e oltre il 3%
- servizi ricreativi e per la persona
Si tratta di spese quotidiane che incidono direttamente sul bilancio delle famiglie, rendendo la percezione del caro vita più forte rispetto ai dati medi.
Energia in calo ma non basta
Un elemento che contribuisce a contenere l’inflazione è la diminuzione dei prezzi energetici, in calo di oltre il 6% su base annua.
Questo rallentamento ha evitato una crescita più marcata dell’inflazione generale, ma non è sufficiente a compensare del tutto i rincari in altri settori, soprattutto quelli legati ai servizi e al carrello della spesa.
Come vengono calcolati i prezzi ISTAT
L’indice dei prezzi al consumo elaborato da ISTAT si basa su una raccolta molto ampia di dati. Ogni mese vengono analizzate oltre 29 milioni di quotazioni, provenienti da supermercati, negozi, rilevazioni territoriali e banche dati ufficiali.
Questo sistema consente di ottenere una fotografia dettagliata dell’andamento dei prezzi in Italia, utilizzata anche per adeguamenti economici come affitti, assegni e contratti.
Le prospettive per il resto dell’anno
Secondo le previsioni, l’inflazione nel 2026 potrebbe mantenersi su livelli moderati, con una possibile crescita media intorno all’1,5%-1,6%.
Non si esclude però una lieve accelerazione nei mesi successivi, soprattutto se dovessero aumentare nuovamente i costi energetici o dei servizi.
Il 2026 si apre con un aumento dei prezzi in Italia, ma senza un ritorno ai livelli critici del passato. L’inflazione cresce, trainata da servizi e alimentari, mentre l’energia contribuisce a limitarne l’impatto complessivo. Per le famiglie, però, il caro vita resta percepibile, soprattutto nelle spese quotidiane.

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