Manfredonia – IO piccolo bimbo curioso e sempre in stazione città – a guardare i treni di dicembre arrivare per guardare i nostri emigrati dal Nord – tipo Torino e Milano e dall’estero per le vacanze di Natale – tra quel calore delle rotaie infuocate.


Ricordo il mio gioco più prezioso, con un cappottino corto – era quello di quando compravo dei chiodini nuovi colore argentati , li mettevo sui binari ,così quando arrivava il trenino li faceva a forma di coltellini. Ed io contento … con i miei 6 anni ero incosciente – Quella “Piazza Marconi” Quella stazione in miracolosa e storica … perché era un grande simbolo della cittadina manfredoniana – che quando il trenino entrava di sera in paese con le sue luci accese , era una commozione con il suo suo tram, tram, tram, era uno spasso – e ti indicava l’ora…la mia città – era meravigliosa ,ma tornando agli emigrati sipontini – quando li guardavo ,scendere dal treno – mi emozionavo , con i loro abbracci e pianti…che tempo pieno di sentimento e di fatica davvero dura di vento vecchio – ma sempre presente nell’animo.Oggi il pensiero va alla mia città mortificata e abbandonata.
di Claudio Castriotta

Giovanni e la sua giacchetta appesa a un chiodino, del muro di un palazzo del Bar Buccino
Raffaele Sapone, il ricordo di un cocchiere sipontino