L’effetto della pandemia sul mondo del lavoro è “fortemente differenziato a livello settoriale, esponendo alcune attività produttive a una crisi senza precedenti”, mentre altre cercano di “resistere, aiutate anche dal blocco dei licenziamenti, che già a fine anno potrebbe portare a un saldo occupazionale ben diverso da quello di giugno”. In base ai dati Istat del mese di settembre, si è appreso che nel II trimestre dell’anno c’è stata la perdita di 841.000 posti rispetto al 2019. Per la Fondazione studi consulenti del lavoro l’industria è il comparto che ha retto meglio, con un calo di “soli” 10.000 occupati. Malissimo turismo e commercio.
In un anno persi più di 800.000 posti di lavoro

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