A cura del Cav. Michelarcangelo SIMONE
Bellucci nacque a Manfredonia il 23 Maggio 1849 in via Tribuna n. 23, palazzo Nicastro, da Lui e da Giovanna de Sanctis.
Fu compositore, pianista, musicista, critico musicale, storico, erudito, filosofo, avvocato, notaio e poeta cristiano. All’età di dieci anni studiò sotto la guida dei maestri Ludovico MAZZONE, Pietro SPARAGANO e in seguito con Stefano MIRENGHI e del CESI, sotto il quale si perfezionò. Per la filosofia e matematica ebbe come maestro Padre Gabriele GIGLIO da Foggia e per le lettere suo zio Vicario di Manfredonia, Monsignore Ignazio BELLLUCCI. Poiché era molto portato per la musica, per la quale rinunziò ad agiatezze, che gli sarebbe derivate dalla sua professione e dal suo genio filosofico e storico, si dedicò completamente a questa dando all’età di undici anni prove bellissime con concerti musicali.
Sedicenne fu mandato nel Convitto di Lucera, dove si distinse per i suoi meriti eccezionali e profitto, vincendo diverse borse di studio. Giovanissimo pubblicò, dal 1875 al 1885, il “Pianografo”, la musica degli Ebrei, studi su Alessandro SCARLATTI, su Riccardo Wagner, “Don Carlo”, una “Storia della musica” che lasciò incompiuta, un saggio di versione dell’Agricola di Tacito, una traduzione dei “Captivi” di Plauto; quest’ultime due opere furono rappresentate nel 1876, dagli studenti di lettere dell’Università di Napoli.
Studiò a Napoli legge e si laureò a 24 anni. Dalla Filosofia cristiana trasse il suo migliore insegnamento, tanto da diventare ben presto celebre nel 1877, all’età di 28 anni, con i suoi studi su San Tommaso: “Filosofia su San Tommaso d’Aquino e sull’eloquenza di Giambattista Vico”. Giovanni Bovio, Francesco de Sanctis, Libero Macculi, Matteo Renato Imbriani, Carlo Villani e tanti altri uomini illustri scrissero di lui bellissime parole di incoraggiamento e di lode.
Il Bellucci, più che dalla filosofia e scritti vari trasse il suo maggior conforto e sfogo, gioia e amore, dall’arte, per la quale sacrificò ogni interesse materiale e professionale. Le sue opere musicali sono : “La Solitaria”, “Amore”, “Visione”, “Valzer da concerto”. “Umberto e Margherita”, “Ninna Nanna”, “I Musicisti Baresi” (15.06.1885), composizioni musicali varie, una “Messa ad Requiem” ed altra opera inedita; “Carlotta Corday”. Ci lasciò anche un discorso su N. Puccini, in occasione del monumento in Bari (15.05.1885); Commemorazione di Verdi, Storia della letteratura, epigrafi latine etc.; altri scritti inediti sono: Studi di appunti su Giordano Bruno, Tommaso Campanella, Giambattista della Porta, Francesco de Sanctis, ricerche storiche su Siponto e Manfredonia ed il Libro Rosso di Manfredonia.

Fu il compilatore e il notaio della Statuto di una Cooperativa di Lavoro e produzione dei Combattenti di Manfredonia come rilevasi da un atto notarile dell’11 Maggio 1919. Il Bellucci, oltre ad essere uno studioso di musica e di filosofia, è stato anche musicista ed artista insigne. Nel 1887 venne a Manfredonia, docile al richiamo del padre, anch’egli notaio, che lo volle suo collaboratore. Qui coprì alte cariche, come quella di Soprintendente agli scavi di Siponto, e fu membro del Consiglio notarile di Lucera.
Dopo la morte della sua seconda moglie nel 1937 , si ritirò a Roma presso suo figlio Ermanno. Colpito negli ultimi anni da cecità completa si rassegnò ai voleri divini e il 23 dicembre 1944 morì a Roma, all’età di 96 anni, compianto dal popolo romano, napoletano, e da tutto il popolo di Manfredonia e dai suoi amici più cari, che videro in lui non solo il figlio e il fratello, ma il genio e l’artista, sempre sofferente nelle sue creazioni e per la dolcezza e l’amore cristiano che egli seppe non solo fondere nelle sue creazioni musicali, ma, e soprattutto, nella vita familiare d’ogni giorno.
In basso a sinistra della facciata principale del palazzo dove è nato si legge la seguente epigrafe dell’On. Michele VOCINO: “Qui è nato il 25 maggio 1849 Michele BELLUCCI, profondo e geniale cultore di filosofia e di storia di diritto e di musica, ricercatore appassionato delle memorie del suo paese natio, il Comune per riconoscente ricordo. Nel dicembre del 1959 sesto anniversario della morte pose.
Inoltre, nella Villa Comunale di Manfredonia gli è stato eretto un busto in bronzo.

Nel concludere, si può affermare che il Bellucci, è stato un compositore, musicologo e notaio cresciuto nel Palazzo De Nicastro, fu critico musicale e apprezzato insegnante di pianoforte in Puglia. Si formò musicalmente sotto la guida dello zio e si distinse per una poliedrica carriera che spaziò dalla musica alla filosofia e alla giurisprudenza.
Cav. Michelarcangelo SIMONE

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