Il Salento dell’estate 2025 presenta un quadro inatteso: spiagge semideserte, ombrelloni chiusi e una musica che fatica ad attirare i turisti. I dati degli arrivi tra gennaio e luglio rivelano un calo complessivo delle presenze del 10% rispetto all’anno precedente, segnando un’inversione di rotta per una meta storica del turismo italiano.
A risentirne di più sono località simbolo: Otranto perde il 50% delle presenze, Nardò l’80% e Porto Cesareo il 36%. Dietro a questi numeri pesanti si nasconde una crisi che sembra più strutturale che congiunturale. Tra i fattori principali, l’aumento dei prezzi, che spinge i turisti a cercare destinazioni alternative. Come sottolinea un esperto, “i turisti non sono polli da spennare”, e l’offerta, spesso invariata, non giustifica i costi sempre più elevati. 90 euro per un ombrellone e 25 euro per un’insalata in spiaggia. Un po troppo per le tasche degli italiani.
Anche le abitudini dei viaggiatori sono cambiate. I turisti italiani preferiscono vacanze più brevi, mentre gli stranieri si concentrano nei mesi di spalla, diluendo gli arrivi nel corso dell’anno. Di conseguenza, le presenze calano, anche se gli arrivi rimangono costanti.
In controtendenza, Gallipoli registra un’impennata clamorosa, con un aumento delle entrate del 242%. L’assessore al Turismo attribuisce il successo a politiche promozionali aggressive e a una diversificazione dell’offerta, che ha saputo attrarre sia chi cerca la movida che le famiglie. Questo caso dimostra che, nonostante le sfide, una strategia mirata può ancora fare la differenza.
Bene invece il Gargano che guadagna punti percenutiali rispetto all’anno precedente, non tantissimi, ma registra un lieve aumento. Merito sicuramente di prezzi piu contenuti, le spiagge ed i paesaggi incontaminati ed i monumenti storici. Tra le città che crescono di più Manfredonia con un +23% rispetto all’anno precedente.

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