Le sirene della città iniziarono a suonare dalle prime luci del giorno, era il 28 Maggio 1943 molti pensarono alle solite esercitazioni ma quando sertirono il rumore assordante dei B24 del 343 squadrone del 98 gruppo bombardieri pesanti partiti dalla base libica di Berka, a pochi chilometri da Bengasi Capirono che la morte sarebbe giunta dal cielo.
Vennero sganciate oltre 2mila bombe prima sull’aeroporto Gino Lisa poi sulla stazione ferroviaria e naturalmente sulla popolazione inerme I bombardamenti tendevano alla conquista dell’aviazione della capitanata e del porto di Napoli con l’intento di agevolare lo sbarco degli alleati. Contemporaneamente quel giorno furono lanciati dagli aerei tantissimi volantini sulla città. Sui volantini si chiedeva esplicitamente di ribellarsi a Mussolini.

I danni registrati al Gino Lisa furono notevoli. Si contarono inizialmente 49 morti tra italiani e tedeschi, e oltre 100 feriti. Successivamente le vittime quantificate in quel terribile giorno di fine maggio furono 300.
Foggia con il suo importante nodo ferroviario e con le annesse officine e depositi attrasse l’offensiva aerea che, particolarmente dal maggio all’agosto 1943, determinò la quasi totale distruzione della stazione ferroviaria e danni gravissimi in tutta la città.[3] Gli attacchi alla città iniziarono il 28 maggio, incursione che però ebbe effetti minimi. La missione fu ripetuta il 30 e 31, quando i Consolidated B-24 Liberator colpirono l’aeroporto e distrussero a terra diverse decine di Junkers Ju 88, provocando danni anche all’abitato.


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In ricordo del Maestro Funaio Gaetano Caputo