“Non ci saranno, nella Legge di Stabilità, i 50 milioni di euro per consentire a Taranto il potenziamento dei servizi sanitari a fronte di un tasso in aumento della mortalità e dati disarmanti sulle patologie che colpiscono i bambini dei quartieri più vicini all’Ilva. Una promessa -tra le tantissime- non mantenuta da parte del governo Renzi, che vuole condannare la provincia ionica ad essere ancora pregna dei veleni di uno stabilimento che uccide. E la vita ha un valore imparagonabile a qualsiasi ragione economica”. Così il vicepresidente del Consiglio regionale, Giandiego Gatta. “Apprendiamo -aggiunge- dell’appello alla mobilitazione del presidente Emiliano. Un appello che non è possibile non raccogliere: l’Ilva ha costretto un intero territorio a patire conseguenze inaccettabili dell’inquinamento ambientale.
Se Renzi ha deciso di calpestare una popolazione che soffre per strizzare l’occhio ai poteri forti, noi non ci stiamo: è inconcepibile girare a vuoto sul fronte della decarbonizzazione dello stabilimento e nel frattempo non concedere più risorse per affrontare l’emergenza sanitaria. Da Taranto a Manfredonia -conclude Gatta- dove si paventa l’allocazione di un pericolosissimo mega deposito di Gpl, serve una mobilitazione generale contro decisioni scellerate che hanno sfregiato, o possono ulteriormente devastare, il territorio e la salute di tanti pugliesi”.

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Ghetto di Borgo Mezzanone, farmaci e alcol per sopportare il lavoro nei campi. Naturale (M5S), ‘organi competenti accertino dimensioni di questo grave fenomeno’