Il caso Garlasco torna al centro della televisione. Ancora una volta, sono le vecchie indagini sull’omicidio di Chiara Poggi a sollevare interrogativi.
Nella puntata di Quarto Grado del 9 ottobre, Gianluigi Nuzzi ha dedicato ampio spazio alle anomalie oggetto di discussione in TV nelle ultime settimane.
Nuzzi ha parlato,a d esempio, delle analisi che gli inquirenti hanno effettuato sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi.
La Procura di Pavia ha intenzione di approfondire una serie di elementi che non comparirebbero negli atti messi allora a disposizione delle parti.
Tra questi, due successive analisi con esito nullo e un ulteriore foglio di lavoro che gli addetti ai lavori hanno rinvenuto recentemente.
Gli inquirenti devono verificare anche l’ipotesi di uno scambio di campioni tra il materiale prelevato dai pedali e quello proveniente dal cucchiainoche Chiara utilizzò per la colazione.
Uno scenario che le forze dell’ordine devono ancora accertare, ma sufficiente a riaprire interrogativi su alcuni passaggi dell’inchiesta originaria.
E proprio davanti al moltiplicarsi dei dubbi Nuzzi ha chiesto che venga fatta piena luce.
«Fare chiarezza diventa indispensabile, l’effetto domino sta minando tante certezze», ha detto il conduttore.
Garlasco, le anomalie del 2007 e le parole pesanti in studio
Le verifiche della Procura si concentrano su quanto accadde nei laboratori del RIS di Parma. Secondo gli atti riportati nelle ultime ore, il 19 settembre 2007 il profilo genetico sui pedali, nell’arco di circa tre ore avrebbe subito un curioso passaggio da risultato parziale a un profilo attribuito a Chiara Poggi. Il giorno seguente sarebbero poi arrivate due “corse nulle” che, secondo le recenti ricostruzioni, non risultano agli atti del processo celebrato contro Stasi.
A rendere il quadro ancora più complesso è la scoperta di un altro documento di lavoro del RIS, datato 26 settembre 2007, relativo a DNA umano e maschile sulla bicicletta. Anche questo documento, secondo i nuovi aggiornamenti, non avrebbea vuto alcun inserimento nelle relazioni trasmesse agli inquirenti dell’epoca.
Il giudizio severo di Carmelo Abbate
Durante Quarto Grado il giornalista Carmelo Abbate ha utilizzato parole durissime. “Quello che emerge dalle indagini scientifiche del 2007 è frode processuale, ma credo purtroppo sia prescritta” ha detto Abbate. Si tratta però, è bene precisarlo, di una valutazione espressa in televisione e non di una responsabilità già accertata dalla magistratura.
La Procura di Pavia sta cercando invece di ricostruire con precisione chi abbia materialmente lavorato sui campioni e perché alcune risultanze non siano finite nel fascicolo così come oggi ci si aspetterebbe. Il punto non è ancora stabilire se vi sia stata una manipolazione volontaria, ma comprendere se errori, omissioni o procedure anomale abbiano condizionato passaggi decisivi dell’indagine.
Ed è questo probabilmente l’aspetto più delicato della nuova fase del caso Garlasco: a quasi vent’anni dall’omicidio, non vengono messi sotto la lente soltanto nuovi sospetti, ma anche il modo in cui furono costruite alcune delle certezze investigative del passato. Se le anomalie dovessero trovare ulteriori conferme, fare chiarezza non sarebbe soltanto necessario per Stasi o per Sempio, ma soprattutto per restituire una risposta definitiva alla famiglia di Chiara Poggi.

FONTI:

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