Il delitto di Garlasco torna ancora una volta al centro del dibattito televisivo italiano. Nelle ultime ore, le trasmissioni che si sono dedicate al caso di Chiara Poggi hanno acceso nuove polemiche attorno all’impronta 33, la traccia trovata vicino alle scale della villetta di via Pascoli. Tra accuse, dubbi investigativi e dichiarazioni fortissime, il confronto in studio si è trasformato in uno dei momenti tv più discussi della settimana. A infiammare il dibattito ci hanno pensato Paolo Del Debbio e l’avvocato Antonio De Rensis, che hanno lanciato messaggi destinati a far rumore anche fuori dagli studi televisivi.
Del Debbio attacca: “Una valanga di errori umani”
Nel corso della puntata di “Dritto e Rovescio” andata in onda il 14 maggio, Paolo Del Debbio ha affrontato il caso Garlasco con toni durissimi. Il conduttore ha parlato apertamente di “una valanga di errori umani”, riferendosi alle anomalie investigative che, secondo molti osservatori, avrebbero segnato le indagini negli ultimi anni.
Al centro della trasmissione è finita soprattutto la nuova ricostruzione della Procura su Andrea Sempio, oggi unico indagato nella nuova fase investigativa sul delitto di Chiara Poggi. Secondo quanto emerso in tv, l’aggressione sarebbe iniziata nel soggiorno della villetta per poi spostarsi verso le scale che conducono alla cantina, dove sarebbe stata lasciata la celebre impronta 33.
Proprio questa traccia continua a dividere investigatori, consulenti e opinionisti. Per gli inquirenti l’impronta apparterrebbe ad Andrea Sempio, mentre altri esperti invitano alla prudenza, sostenendo che il quadro probatorio resti ancora pieno di interrogativi.
A rendere il clima ancora più pesante ci hanno pensato le parole di Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi. Intervenendo in tv, il legale ha dichiarato senza mezzi termini: “L’impronta 33 sarà un grosso problema”. Una frase che ha immediatamente acceso il dibattito mediatico e social.
Secondo De Rensis, la traccia trovata sul muro vicino alla scala potrebbe rappresentare uno degli elementi più delicati dell’intera nuova inchiesta. Alcuni specialisti del RIS, ascoltati negli ultimi mesi, avrebbero infatti descritto quell’impronta come una mano “bagnata”, lasciata forse dopo essersi lavati. Dettagli che, se confermati, potrebbero avere un peso enorme nella ricostruzione dell’omicidio.
Il risultato è che, a quasi vent’anni dal delitto di Chiara Poggi, il caso Garlasco continua a spaccare opinione pubblica e televisione. E l’impressione è che la battaglia sull’impronta 33 sia soltanto all’inizio.

FONTI:

Chiara Poggi: il dna sotto le unghie cambia tutto
Andrea Sempio: perché la Procura è certa della sua colpevolezza?