GARGANO, FRANTOI FERMI E DISTRIBUTORI A SECCO. TERZO GIORNO DI PRESIDIO SULL’A14 A POGGIO IMPERIALE
Da Carpino a Rodi Garganico, da Peschici a Vico del Gargano si ferma la molitura in piena campagna olearia. Per molte famiglie del Gargano l’olio è l’unico reddito. Oggi le richieste degli olivicoltori arrivano alla Conferenza Stato-Regioni
Rodi Garganico (FG), 15 ottobre 2026 – Sul Gargano i frantoi hanno sospeso la molitura nel pieno della campagna olearia e molti distributori sono rimasti senza carburante. Al casello A14 di Poggio Imperiale-Lesina olivicoltori e agricoltori sono in presidio per il terzo giorno consecutivo, con i trattori arrivati da tutti i paesi del Gargano Nord. Protestano contro il caro gasolio e contro il crollo del prezzo dell’olio, che secondo i produttori non copre più nemmeno i costi di raccolta e molitura.
Dopo la riunione di mercoledì 14 ottobre tra produttori, frantoiani e cooperative, i frantoi hanno smesso di ritirare olive e di molire fino a data da destinarsi: a Carpino, Ischitella, Peschici, Cagnano Varano, San Nicandro Garganico, Rodi Garganico e Vico del Gargano. Molti hanno annunciato la chiusura con avvisi pubblici. «Senza di loro non c’è olio, non c’è pane, non c’è futuro», si legge in quello dell’Oleificio Sacco Rocco di Carpino.
Sul Gargano gli uliveti sono in gran parte terre di famiglia, e per molte case l’olio è l’unica fonte di reddito: una campagna in perdita significa non avere di che vivere. Per questo al presidio, accanto agli agricoltori, ci sono donne, ragazzi, intere famiglie.
Il presidio è cominciato martedì 13 ottobre, quando una cinquantina di trattori ha percorso la superstrada garganica fino al casello, bloccandolo in entrata e in uscita. Da allora i manifestanti non se ne sono più andati, nemmeno di notte, sotto lo striscione «Basta caro gasolio, prezzo giusto per il nostro olio».
Intanto nei paesi manca il carburante. Molti distributori hanno esposto il cartello «esaurito», come quello di Rodi Garganico nella foto allegata. A San Nicandro Garganico il Comune ha chiesto ai cittadini di evitare spostamenti non necessari. A Vico del Gargano il sindaco Lello Sciscio ha avvertito che ambulanze e mezzi della raccolta rifiuti rischiano di restare senza gasolio. Sulla rete pesano sia le autocisterne rallentate o bloccate dai presidi sia, in tutta la Puglia, i blocchi davanti alla raffineria Eni di Taranto. In diversi discount della zona cominciano a svuotarsi gli scaffali.
I manifestanti chiedono un fondo per risanare i conti delle aziende, per il 40 per cento a fondo perduto e per il resto con prestiti a tasso zero da restituire in cinque anni, oltre a misure contro le pratiche sleali e la vendita sottocosto. La Regione Puglia ha stanziato 30 milioni di euro, 10 per il caro gasolio e 20 per la filiera, che i sindaci di San Nicandro Garganico e Vico del Gargano giudicano insufficienti. I sindaci del patto «Città Gargano» chiedono al governo lo stato di crisi per l’agricoltura, il taglio delle accise, un calmiere sui prezzi dell’energia e un tavolo di crisi interministeriale.
Oggi, giovedì 15 ottobre, le richieste degli olivicoltori arrivano alla Conferenza Stato-Regioni, come aveva assicurato loro il prefetto di Bari. Se non arriveranno risposte, annunciano i manifestanti, la protesta si sposterà a Roma.

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