Con un video pubblicato su YouTube e rilanciato nelle sue apparizioni a Falsissimo, Fabrizio Corona ha annunciato la nascita del suo movimento politico: Per la Verità. Un progetto che si presenta come liberale, antisistema e centrato sulla libertà di parola, sulla critica alle Big Tech e su una piattaforma digitale indipendente. A questo punto è inevitabile chiedersi: che cosa prevede davvero il programma di Corona? Perché non può candidarsi pur guidando il movimento? E quali sono le sue proposte su tasse, immigrazione e diritti?
Il partito “Per la Verità”: il programma politico di Fabrizio Corona
Nel video di lancio, Fabrizio Corona attacca apertamente il dominio degli algoritmi, accusando le Big Tech di manipolare l’informazione e limitare la libertà individuale. Da qui nasce l’idea di una piattaforma digitale autonoma, con un social integrato, per garantire libertà di espressione senza dipendere dai colossi tecnologici.
Corona si definisce “un nuovo Berlusconi” e propone una gestione pubblica basata su logiche imprenditoriali: più turismo, più ricchezza, più identità italiana. Sul fronte economico denuncia una pressione fiscale “fino al 70%” e promette una revisione radicale del sistema delle tasse, insieme a una critica feroce alle inefficienze della sanità pubblica e alle multe ZTL usate “per fare cassa”.
Nel programma compaiono anche misure sociali: obbligo per le aziende di assumere lavoratori over 50, sostegni ai padri separati, regolamentazione della prostituzione sul modello svizzero e legalizzazione totale delle droghe per trasformare il settore in entrate fiscali.
Sul tema immigrazione, Corona propone una linea dura: espulsione immediata degli irregolari o dei responsabili di reati, ingresso solo per lavoratori regolari con competenze utili al Paese.
Perché Fabrizio Corona non può candidarsi (ma può guidare il movimento)
Nonostante il lancio del partito Per la Verità, Fabrizio Corona non può candidarsi. La ragione è una pena accessoria legata alla condanna definitiva del 2013 per estorsione aggravata e trattamento illecito di dati personali ai danni dell’ex calciatore David Trezeguet. La sentenza ha comportato l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, che priva Corona del diritto di elettorato attivo e passivo: non può votare, non può essere eletto, non può ricoprire cariche pubbliche.
È lo stesso ostacolo che nel 2023 gli impedì di candidarsi al Consiglio comunale di Catania. La fine della pena detentiva non cancella automaticamente l’interdizione, che resta valida finché non interviene un provvedimento specifico. E ad oggi non risulta alcuna revoca.
Tuttavia, Corona può guidare il movimento: può scrivere il programma, apparire nei video, fare campagna, cercare alleati e sostenitori. Nel filmato lo dice chiaramente: “Vediamo i sondaggi tra uno o due giorni… se mi danno oltre il tre sono caxxi amari per tutti”.
Tasse, immigrazione e libertà digitale: cosa vuole fare Corona con “Per la Verità”
Il cuore del progetto politico di Corona ruota attorno a tre assi:
1. Tasse Corona denuncia una pressione fiscale insostenibile e promette una revisione profonda del sistema tributario. Critica la sanità pubblica, le liste d’attesa e le ZTL usate dai Comuni come strumenti di incasso.
2. Immigrazione Propone una linea durissima: espulsione immediata degli irregolari e dei responsabili di reati, ingresso solo per lavoratori regolari con competenze utili. Rifiuta l’integrazione indiscriminata.
3. Libertà digitale e Big Tech Corona vuole una piattaforma indipendente per sfuggire alla censura dei social tradizionali e affrontare la crisi del lavoro causata dall’intelligenza artificiale. Nel programma c’è anche una “stretta” sull’AI per evitare che sostituisca i lavoratori.
Il movimento Per la Verità si presenta così come un progetto antisistema, radicale e fortemente personalizzato, costruito attorno alla figura di Corona, pur senza possibilità di candidatura.

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