Emergenza Gargano: madre muore per assenza di sanità pubblica. Rabbia cittadini

Emergenza Gargano: madre muore per assenza di sanità pubblica. Rabbia cittadini

Vieste, Mattinata, Peschici, Vico del Gargano, Rodi: il Gargano piange una madre che non avrebbe dovuto morire. Non per un incidente, non per sfortuna, ma per l’abbandono totale della sanità pubblica, un sistema che ha tradito la vita dei suoi cittadini. Nessuna ambulanza disponibile, nessun medico presente, nessun trasferimento garantito. Solo silenzio, assenza e un dolore incolmabile lungo la statale, mentre una figlia vedeva la madre spegnersi tra le sue braccia.

La cronaca di quella notte è agghiacciante: chiamate al 118 senza risposta, ambulanze inesistenti a Vieste, medici assenti al pronto soccorso, consigli assurdi di tornare il giorno dopo se peggiorava. La disperazione spinge la figlia a tentare un trasferimento verso San Giovanni Rotondo: troppo tardi. La madre muore sull’asfalto. Solo dopo, quando ormai nulla può essere fatto, arrivano due ambulanze da Manfredonia e Mattinata. Due ore di agonia, due ore di silenzi, due ore che pesano sulle coscienze di chi governa la sanità pugliese.

Questa morte non è un fatto isolato. È il simbolo di un territorio dimenticato, abbandonato, tradito. Il Gargano, da Vieste a Peschici, da Vico a Mattinata, da Rodi a tutti i comuni dell’entroterra, vive un dramma quotidiano: mancanza di servizi sanitari, assenza di medici, lunghe attese per cure che in altre parti d’Italia sono garantite come diritto fondamentale. Qui la vita può spegnersi senza che nessuno intervenga.

I cittadini del Gargano chiedono dimissioni immediate del Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e dell’Assessore alla Sanità, Raffaele Piemontese. Non un gesto simbolico, ma un atto di responsabilità politica e morale. La loro gestione ha trasformato il diritto alla vita in un privilegio inesistente: una madre è morta sull’asfalto, e il peso di quella morte grava sulle loro coscienze e sulle loro poltrone.

Questa lettera è una denuncia pubblica, un appello collettivo. Non parla a nome di partiti, ma di una comunità intera. Il Gargano vuole essere ascoltato, vuole contare, vuole vivere. La rabbia, il dolore e la frustrazione di un intero territorio devono diventare grido nazionale, un urlo che scuota giornali, istituzioni e cittadini.

Il Gargano non è periferia da sacrificare. Ogni vita conta. Questa madre poteva essere la madre, la sorella, l’amica di ciascuno di noi. La sua morte non passerà inosservata. Il silenzio è impossibile. L’indignazione deve diventare mobilitazione, richiesta di giustizia e cambiamento immediato.

A chi governa questa Regione va detto chiaramente: questa morte pesa sulle vostre coscienze. Non resterete mai impuniti davanti al dolore che avete lasciato dilagare.

Questa madre è morta. Il Gargano oggi piange, ma non tace. La sua agonia diventa il grido di tutti noi: basta abbandono, basta indifferenza, basta morti che potevano essere evitate.

Il Gargano pretende risposte. E continuerà a pretendere giustizia fino a quando la dignità, la vita e la sanità torneranno al centro di ogni scelta politica.

Luca Rinaldi e tante migliaia di cittadini del Gargano

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