Nel Modello 730/2026, presentato quest’anno per i redditi 2025, la detrazione per le spese di istruzione cambia soglia: il tetto massimo di spesa su cui calcolare il beneficio fiscale sale da 800 a 1.000 euro per ogni figlio iscritto a un percorso scolastico. Si tratta di una delle novità meno note tra quelle contenute nella dichiarazione dei redditi di quest’anno, ma con un impatto diretto sul rimborso IRPEF per le famiglie con figli a scuola.
Cosa prevede la detrazione spese istruzione 730/2026
La misura riconosce una detrazione IRPEF del 19% sulle spese sostenute per la frequenza di scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado, sia statali sia paritarie. Il tetto di spesa detraibile, applicabile per ciascun figlio a carico, passa dagli 800 euro validi nella dichiarazione dello scorso anno ai 1.000 euro del 730/2026. In termini pratici, il risparmio fiscale massimo ottenibile per figlio sale da 152 a 190 euro.
Quali spese rientrano nel calcolo
Concorrono al tetto di 1.000 euro le voci sostenute per:
- tasse e contributi scolastici obbligatori, comprese le rette delle scuole paritarie;
- mensa scolastica, se non già rimborsata dal Comune o dall’ente gestore;
- gite didattiche e assicurazione scolastica;
- contributi volontari deliberati dagli organi d’istituto, se debitamente documentati.
Restano invece escluse le spese per libri di testo, che seguono un regime di detrazione differente.
Come si documenta la spesa nel 730
Le spese vanno indicate nel Quadro E della dichiarazione, sezione “Spese per istruzione”, utilizzando i dati già presenti nella precompilata quando la scuola ha trasmesso le informazioni al Sistema Tessera Sanitaria, oppure inserendo manualmente gli importi risultanti da ricevute o bonifici intestati al genitore che sostiene la spesa. È necessario conservare la documentazione per eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate.
Che effetto ha sul rimborso di luglio
Chi ha trasmesso il 730 con sostituto d’imposta entro il 31 maggio 2026 vedrà l’effetto di questa maggiore detrazione direttamente nel conguaglio di luglio in busta paga, o di agosto per i pensionati. Per chi ha presentato la dichiarazione più avanti, l’accredito segue il calendario ordinario dei rimborsi, con tempistiche che si allungano progressivamente fino a fine anno per gli invii più tardivi.
Per verificare se la detrazione è stata correttamente applicata è possibile consultare il prospetto di liquidazione Mod. 730-3, disponibile tramite il CAF o il professionista che ha elaborato la dichiarazione, oppure accedere al Cassetto fiscale sul portale dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS per controllare l’importo del rimborso riconosciuto.

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