Il 2 giugno 1946, l’Italia fu chiamata alle urne per scegliere tra Repubblica e Monarchia. A Manfredonia, secondo i dati di Eligendo, votarono 12.256 su 13.713 aventi diritto al voto. Quindi l’89,38%. La narrazione storica tradizionale ricorda Spesso un’Italia divisa a metà: un Nord a forte trazione repubblicana e un Sud quasi compattamente monarchico.
Tuttavia, l’analisi dei risultati locali restituisce un quadro storico molto più complesso e frammentato. Manfredonia rientrava nella circoscrizione di Bari-Foggia. In questa circoscrizione come in gran parte del Meridione, prevalse nettamente la Monarchia.
La Provincia di Foggia registrò il 54,57% delle preferenze per il mantenimento del re (155.852 voti) contro il 45,43% a favore della Repubblica (129.743 voti).
In netta controtendenza rispetto al dato provinciale e regionale, la città di Manfredonia si distinse come una roccaforte repubblicana, vincendo la sfida elettorale per un soffio: un margine di soli 121 voti. 6001 voti per la Repubblica contro 5880 voti per la Monarchia. Restò altissimo il voto per mantenere la Monarchia come in tutto il sud Italia, ma a differenza di moltissime città del Sud, Manfredonia scelse la Repubblica.
Questo singolare risultato, esplorato anche da recenti studi storici (come il saggio Il Sud che votò per la Repubblica), sfata il mito di un Mezzogiorno omnidirezionale verso la Monarchia. A Manfredonia, il fermento politico e il desiderio di un radicale
rinnovamento istituzionale dopo la guerra e il fascismo si tradussero in un vantaggio, seppur millimetrico, per la causa repubblicana.
I 121 voti di scarto a favore della Repubblica rappresentano oggi non solo una curiosità statistica, ma un frammento prezioso della storia democratica italiana, testimoniando la vivacità del dibattito civile anche in territori dove la vittoria della
monarchia sembrava un esito scontato.

Fonte dal Sito Elidengo

In ricordo del Maestro Funaio Gaetano Caputo
Io c’ero. La testimonianza del centenario Andrea Bissanti sul 2 giugno 1946 a Manfredonia