Ciao Raffaele: un pezzo di Mattinata che non si cancella

Ciao Raffaele: un pezzo di Mattinata che non si cancella

Ci sono posti che non sono soltanto un indirizzo. Sono un tempo della vita. Per me la Pizzeria “Dal Saraceno”, a Mattinata, è questo: un pezzo di giovinezza, un rifugio di semplicità, il luogo dove le serate sembravano infinite e leggere, e dove si imparava senza accorgersene cosa significa sentirsi a casa anche fuori casa.

A legarmi a quel posto è soprattutto un volto, un’amicizia, una stagione felice. Luigi, figlio di Raffaele, per me non è stato “il figlio del pizzaiolo”: è stato un amico vero, di scuola e di strada, di quelli con cui condividi i primi passi fuori, le prime libertà, le prime risate che ti restano addosso per sempre. In quelle serate c’era qualcosa che oggi vale più di qualsiasi fotografia: la sensazione che bastasse poco per stare bene, e che il mondo, almeno per qualche ora, fosse dalla tua parte.

Raffaele Basso era l’anima di quel luogo. Non parlava con le parole grandi, parlava con la presenza, con lo sguardo, con quel modo di stare tra la gente che non si improvvisa. “Dal Saraceno” non era soltanto una pizzeria: era un punto di ritrovo, un’istituzione silenziosa, un pezzo di identità per Mattinata. E chi ci è passato lo sa: in certi locali non vai solo a mangiare, vai a ritrovare te stesso in una comunità.

Oggi che Raffaele non c’è più, resta un vuoto che non si misura con le frasi di circostanza. Perché quando se ne va una persona così, non perdi soltanto un uomo. Perdi un simbolo, un’abitudine bella, una certezza. Perdi una voce che, anche senza parlare, ti faceva capire che quel posto era vivo.

Un abbraccio forte a Luigi, a Livio e alla signora Graziella. In certi momenti non ci sono parole che bastino, ma c’è una cosa che si può dire con sincerità: quello che Raffaele ha costruito non è stato solo un lavoro. È stato un pezzo di vita per tanti di noi. E i pezzi di vita, quando sono veri, non finiscono. Restano.

Ciao Raffaele. E grazie. Per quello che sei stato, per quello che hai dato, e per i ricordi che mi hai lasciato senza nemmeno saperlo.

Angelo Riccardi

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