Caso Garlasco, Sempio e la possibilità di nuovi indagati

Andrea Sempio torna a parlare del delitto di Garlasco: tra tv, nuove testimonianze e indiscrezioni su possibili indagati.

Il caso Garlasco, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, continua a riaccendersi a ondate: una perizia, un frammento di racconto, un dettaglio tornato di moda e – inevitabilmente – la macchina mediatica riparte. In queste ore al centro dell’attenzione c’è di nuovo Andrea Sempio, già finito nel nuovo filone d’indagine, che in televisione ha commentato l’ipotesi di “nuovi indagati” in arrivo. La cornice, però, resta una: la verità giudiziaria consolidata vede Alberto Stasi condannato in via definitiva per l’omicidio. Ed è proprio per questo che ogni nuovo spunto viene letto con due lenti diverse: quella dell’approfondimento legittimo e quella del “colpo di scena” facile.

Cosa c’è dietro l’ipotesi dei nuovi indagati

L’idea che possano comparire altri nomi nel registro degli indagati è stata rilanciata negli ultimi giorni tra ricostruzioni televisive e articoli che parlano di una “settimana cruciale”, tra nuove impronte, vecchi errori investigativi e testimonianze che tornerebbero d’attualità. In questo clima, Sempio – ospite di Verissimo su Canale 5 – ha respinto letture romanzate della sua figura e ha descritto il peso di vivere da indagato, arrivando a definirsi “un colpevole desiderato” in mezzo a “tifoserie” contrapposte. Chi è Sempio e perché è lì dentro? Il suo nome è legato all’ambiente vicino alla famiglia Poggi: era amico di Marco Poggi, fratello di Chiara. In passato (2016-2017) era già stato tirato in ballo in relazione a elementi genetici; più di recente, la Procura avrebbe riaperto l’attenzione su tracce e reperti, portandolo a essere indicato come indagato in un filone che ipotizza un concorso nell’omicidio. Nelle stesse ore, alcuni media parlano di nuovi testimoni e di versioni “coincidenti”, ma qui la parola chiave è condizionale: tra “potrebbe”, “sarebbe”, “in arrivo” e “secondo indiscrezioni”, la distanza tra racconto pubblico e atto giudiziario vero resta enorme.
Il punto, quindi, non è inseguire l’ennesimo “terremoto”: è capire se esistano elementi nuovi, verificabili e processualmente solidi. Perché un caso così, se lo tratti come una serie tv, finisce sempre nello stesso modo: qualcuno diventa un personaggio, e la realtà – che potrebbe essere più lenta, più noiosa e più severa – viene lasciata indietro.
Quando spuntano “nuovi indagati” a mezzo teaser televisivo, bisogna stare attenti e fare un buon discernimento. Non perché sia impossibile che emergano novità, ma perché in Italia abbiamo un talento speciale nel confondere “attenzione mediatica” con “prova”. E quella confusione, di solito, la pagano le persone in carne e ossa.

Chiara Poggi sorridente (Fonte: Google)
Chiara Poggi sorridente (Fonte: Google)
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