Carmelo Alfonso, addio al giornalista sportivo e storico volto della Rai a 92 anni

Si è spento a 92 anni Carmelo Alfonso, giornalista sportivo di lungo corso e volto noto della Rai. Originario di Alghero, ha rappresentato un punto di riferimento per intere generazioni di cronisti, distinguendosi per professionalità, passione e per il costante impegno a favore dei giovani e dei collaboratori precari: “Sempre vicino a chi lavora dietro le quinte”, amava sottolineare.

Alfonso iniziò la sua carriera giornalistica a Cagliari, collaborando con l’Unione Sarda, il principale quotidiano dell’isola. Qui muove i primi passi nel mondo della cronaca, sviluppando una solida esperienza che gli permise di approdare alla Rai. In televisione divenne caposervizio dello sport e si consolidò come volto noto al grande pubblico grazie a programmi storici come 90° Minuto, contribuendo a raccontare il calcio e le principali discipline olimpiche con stile chiaro e appassionato.

Parallelamente all’attività televisiva, Alfonso collaborò per decenni con la Gazzetta dello Sport, seguendo da vicino l’evoluzione dello sport italiano. La sua passione non si limitava al calcio: seguì con particolare attenzione la boxe, raccontandone eventi, protagonisti e curiosità. Il libro “Mussiaddu” raccoglie dati, aneddoti e storie legate al pugilato sardo, testimoniando l’impegno di Alfonso nel documentare la storia di uno sport spesso trascurato.

Oltre alla carriera giornalistica, Alfonso si distinse per il suo impegno sindacale: per anni fu presidente dell’Ussi Sardegna e ricoprì ruoli nazionali come consigliere e vicepresidente. La sua azione fu sempre volta a tutelare la professione giornalistica, con particolare attenzione ai precari e ai collaboratori esterni, promuovendo trasparenza contrattuale e opportunità per le nuove generazioni di cronisti.

La scomparsa di Carmelo Alfonso lascia un vuoto nel mondo del giornalismo sportivo italiano. La sua dedizione alla professione, la passione per lo sport e l’impegno a favore dei colleghi più giovani resteranno un esempio duraturo per chi continuerà a raccontare le storie dello sport.

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