Il bonus donne disoccupate esiste e presentarsi a un colloquio di lavoro con questa consapevolezza, può fare la differenza. Il mercato del lavoro nel 2026 punta con decisione sull’occupazione femminile attraverso il potenziamento di incentivi mirati. Tra le misure più rilevanti spicca l’agevolazione per l’assunzione di donne disoccupate, un intervento che permette alle aziende di beneficiare di uno sgravio contributivo fino a 3.000 euro annui.
Questa misura nasce per abbattere le barriere d’ingresso nel mondo del lavoro e favorire la stabilità contrattuale delle lavoratrici che si trovano in condizioni di svantaggio economico o sociale.
Requisiti e beneficiarie del bonus 2026
L’incentivo non è universale, ma è rivolto a specifiche categorie di lavoratrici che presentano maggiori difficoltà di inserimento professionale. In particolare, il bonus spetta per l’assunzione di:
- Donne di qualsiasi età prive di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, residenti in aree svantaggiate (come il Mezzogiorno) o impiegate in settori con una forte disparità di genere.
- Donne con almeno 50 anni di età, disoccupate da oltre 12 mesi.
- Donne prive di impiego da almeno 24 mesi, indipendentemente dalla residenza o dal settore economico.
In cosa consiste lo sgravio fiscale
Il bonus donne 2026 si traduce in un esonero contributivo parziale per il datore di lavoro. L’agevolazione prevede una soglia massima di 3.000 euro all’anno, riparametrata su base mensile.
La durata dello sconto contributivo varia in base alla tipologia di contratto stipulato:
- Contratti a tempo determinato: lo sgravio è garantito per un massimo di 12 mesi.
- Contratti a tempo indeterminato: l’incentivo si estende fino a 18 mesi.
- Trasformazioni contrattuali: in caso di passaggio da tempo determinato a indeterminato, il beneficio copre complessivamente 18 mesi dalla data della prima assunzione.
Condizioni per le imprese
Per accedere al credito, i datori di lavoro devono rispettare il principio dell’incremento occupazionale netto. Questo significa che l’assunzione della lavoratrice deve effettivamente aumentare il numero complessivo dei dipendenti rispetto alla media dei dodici mesi precedenti, evitando che il bonus venga utilizzato per semplici sostituzioni di personale già in organico.

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