10 giugno: festa della Marina Militare che celebra l’impresa cui partecipò anche un manfredoniano

Oggi, 10 giugno, si celebra la Giornata della Marina Militare Italiana, istituita esattamente ottant’anni fa per ricordare l’epica impresa di Premuda avvenuta l’ultimo anno della prima guerra mondiale. Tra gli eroi dell’azione che sancì la supremazia navale italiana nel mare Adriatico, spalancando le porte al vittorioso epilogo del conflitto, anche il manfredoniano Leonardo Antonio Salvemini.

Correva l’anno 1918. La disfatta di Caporetto, con le sue innumerevoli perdite e la ritirata forzata da quelle cime faticosamente sottratte agli austriaci, aveva causato un contraccolpo sul morale delle truppe italiane al fronte minandone profondamente la fiducia. L’esito del conflitto sembrava tristemente scritto.

Il 10 giugno del 1918, alle primissime luci dell’alba, al largo dell’isola dalmata di Premuda, il capitano di corvetta Luigi Rizzo, al comando del Mas 15, segnalò al guardiamarina Giuseppe Aonzo, comandante del Mas 21, di prepararsi per l’attacco. Le due piccole siluranti avanzarono lentamente, muovendo contro quelle che per un errore di valutazione ritenevano essere solo un gruppo di torpediniere in esplorazione quando, accorciando le distanze, si trovarono al cospetto della squadra navale da battaglia austriaca.

Ecco come racconta il comandante Rizzo quell’impresa: “Potevano essere le tre: era ancora notte, ma non più completamente buio… A lento moto, il tempo non passava mai, sicché per far venire presto l’alba, mi mettevo di tanto in tanto al timone…Tutto il canale di Luttostrak era stato rampinato: nulla… La notte è rugiadosa e mi sento intorpidito… Quand’ecco, a dritta, al nord, lontano sull’orizzonte, delle nuvole di fumo! Dalla parte di Pola? Ma allora non possono essere nostre unità… Dunque i fumi sono nemici… Noi siamo pronti a tutto: del resto anche se tentassimo di sottrarci a tutta forza, non potendo sviluppare più di venti miglia, una volta avvistati saremmo inseguiti, cannoneggiati, affondati… Meglio approfittare della luce ancora incerta e se possibile farsi sotto ed attaccare… A piccolo moto, seguito dal Mas 21, dirigo incontro al fumo, prendendo la rotta di collisione… Aguzzo lo sguardo ed intravedo le soprastrutture di grosse navi, forse un convoglio? Ma quelle sono corazzate e tutt’intorno delle siluranti!… Il cuore mi dà un tuffo: c’è da fare buona caccia stamane… Avvicinando il nemico mi accorsi dell’esattezza dell’ipotesi trattandosi di due grosse navi scortate da 8 o 10 cacciatorpediniere che le proteggevano di prora, di poppa e sui fianchi. Decisi di eseguire il lancio alla minima distanza possibile e perciò diressi in modo da portarmi all’attacco passando fra i due caccia che fiancheggiavano la prima nave a una distanza di non oltre 300 metri. I due siluri colpivano la nave scoppiavano quello di dritta fra il primo e il secondo ciminiere, e quello di sinistra fra il ciminiere poppiere e la poppa, sollevando due grandi nuvole di acqua e fumo nerastro. La nave non eseguì alcuna manovra per evitare i siluri”.

Il MAS 15, a bordo del quale vi era il Sottonocchiere di Manfredonia Leonardo Antonio Salvemini detto “Muserille”, era lungo 16 metri e aveva un equipaggio di soli 8 uomini. Era armato di due siluri e due mitragliatrici. Poco più di una motobarca se messo a confronto della potente corazzata austriaca Santo Stefano.

Eppure quegli uomini, con un’azione ardita ed impavida, ottennero essi soli che la Marina Italiana mantenesse il controllo totale dell’Adriatico per tutto il resto della guerra. Un’impresa eroica che cambiò definitivamente il corso della Prima Guerra Mondiale a favore dell’Italia e che diede grande prestigio alla Marina tricolore che, dal 1939 in poi, in ricordo di quell’evento, celebra la sua giornata appunto il 10 giugno.

Orgogliosamente possiamo oggi ricordare che a quell’azione partecipò il nostro concittadino Leonardo Antonio Salvemini al quale, qualche anno fa, su proposta della sezione cittadina dei Marinai d’Italia, è stata intitolata una strada di Manfredonia.

Maria Teresa Valente

(nb: la foto di Salvemini ed il dettaglio del soprannome sono stati tratti dalla pagina fb di Manfredonia Ricordi)

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