La scuola italiana è un organismo complesso dove il dirigente scolastico è il timoniere che guida l’istituto in termini di gestione, organizzazione e qualità dell’offerta formativa. In questo ecosistema, al dirigente possono affiancarsi dei collaboratori scelti nell’ambito del corpo docente per svolgere attività di supporto organizzativo e gestionale. Ma quanto viene loro riconosciuto, in termini economici, per questo ruolo aggiuntivo? La risposta, come spesso succede in amministrazione pubblica, non è uniforme né semplice: dipende da norme, fondi di istituto e contrattazione locale.
Quanto si guadagna: numeri e realtà concreta
Il compenso dei collaboratori del dirigente scolastico non è fissato da un importo tabellare nazionale unico, come accade invece per docenti o personale ATA. La normativa di riferimento – in particolare l’articolo 34 del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) Scuola del 2007 – stabilisce che il dirigente può individuare docenti da nominare come collaboratori del dirigente scolastico e che possono essere retribuiti, tramite contrattazione d’istituto, non più di due unità con fondi del Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa (FIS).
In parole più “terrene”: non esiste un solo valore fisso garantito su scala nazionale come stipendio aggiuntivo. Il compenso viene concordato a livello di singola scuola, all’interno della contrattazione con le rappresentanze sindacali, ed è legato alle risorse effettivamente disponibili nel FIS.
Nei fatti però — stando a rilevazioni di associazioni di categoria come ANCODIS — la maggior parte delle retribuzioni riconosciute ai collaboratori del dirigente resta piuttosto contenuta. Per circa il 44% di questi collaboratori, l’integrazione economica aggiuntiva va dai 1.000 ai 2.000 euro annui lordi; mentre quasi un altro terzo ne riceve tra 2.000 e 4.000 euro. Una parte significativa degli incarichi (circa il 30%) viene remunerata con meno di 500 euro lordi all’anno, e una quota non trascurabile — circa il 63% — dichiara che il compenso è inferiore a 2.000 euro lordi all’anno.
Un’altra analisi segnala che in molti casi l’aumento in busta paga per chi assume funzioni di collaborazione con il dirigente si traduce, nella pratica, in una maggiorazione forfettaria di circa 100 euro al mese, ben lontana da una progressione significativa rispetto alla retribuzione base del docente. Questi numeri sono da leggere nel quadro più ampio del sistema retributivo scolastico: un docente di ruolo nella scuola italiana ha un salario strutturato su fasce e con aumenti legati all’anzianità, mentre per i collaboratori del DS la componente “extra” per l’attività organizzativa dipende in gran parte dal buon esito delle trattative interne e dalla disponibilità di fondi per attività aggiuntive.
Va sottolineato che questo compenso non è legato a un diritto automatico o a funzioni vicarie; secondo la normativa vigente, il docente delegato non matura indennità per funzioni superiori come farebbe un vicario in senso stretto, ma solo per l’attività aggiuntiva concordata ed erogata tramite il fondo. In estrema sintesi, mentre lo stipendio base del docente è chiaro e disciplinato da contratti nazionali, la “retribuzione” del collaboratore del dirigente scolastico è piuttosto variabile. In molte scuole si traduce in migliaia di euro lordi all’anno, ma per una parte significativa dei casi resta un premio modesto che non riflette pienamente la mole di lavoro extra che la collaborazione comporta.
Questo fenomeno spiega perché, nonostante la crescita di responsabilità, numerosi collaboratori ritengono il compenso non congruo rispetto alle funzioni svolte, e perché ci siano proposte di riforma per aumentare le tariffe orarie o riconoscere in modo più strutturato queste attività nella contrattazione nazionale. Nel contesto delle politiche scolastiche italiane, quest’area resta un terreno di negoziazione aperto tra sindacati, dirigenti e Ministero, con la consapevolezza diffusa che valorizzare questi ruoli può incidere positivamente sull’efficienza e sulla qualità complessiva delle scuole pubbliche.


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