Un portavoce di Oms Europa ha spiegato che le “informazioni preliminari” sulla variante del coronavirus suggeriscono che “potrebbe anche incidere sull’efficacia di alcuni metodi diagnostici”, oltre al fatto che “potrebbe essere più contagiosa”. Lo stesso portavoce ha chiarito comunque che al momento non c’è “alcuna prova di un cambiamento nella gravità della malattia”. L’Oms, aggiunge, fornirà maggiori informazioni non appena avrà “una visione più chiara delle caratteristiche di questa variante”,
“Le prime informazioni dicono che sembra non fare maggiori danni ma produce più contagiati e questo resta un problema molto serio. Da primissime informazioni sembra che i vaccini possano funzionare ugualmente ma servono informazioni più solide”, ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza.
La variante di Sars-CoV2 che sta circolando in questo momento a Londra e nel Sud-Est dell’Inghilterra, presenta delle mutazioni sulla proteina di superficie del virus, la cosiddetta Spike. Nonostante si ipotizzi che queste mutazioni possano aumentare la trasmissibilità del virus, non sembrano alterare né l’aggressività clinica né la risposta ai vaccini”, ha detto in un video messaggio il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza.
“La presenza, nella nuova variante, di alcune mutazioni in zone ben delimitate della proteina Spike non mi fa sentire particolarmente preoccupato per quanto riguarda l’efficacia dei vaccini in arrivo: gli anticorpi indotti dalla vaccinazione potranno comunque legarsi sulla stragrande maggioranza della superficie della proteina Spike che è rimasta invariata”, ha detto Giacomo Gorini, 31enne ricercatore dell’università di Oxford, che sta lavorando con AstraZeneca allo sviluppo e alla sperimentazione del vaccino.
Secondo il virologo Fabrizio Pregliasco “la variante inglese del Sars-Cov-2 non dovrebbe sfuggire alla protezione della vaccinazione”. Nella peggiore delle ipotesi, comunque, “non sarebbe un dover ricominciare da zero con la sperimentazione ma fare un aggiornamento della composizione del vaccino, in modo simile a quanto avviene ogni anno con quello influenzale”.

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