Tasso: “Si riapre la questione Energas”

Contrariamente a quanto era lecito presagire durante i governi Conte (soprattutto nel
secondo con il Sen. Patuanelli, Ministro dello Sviluppo Economico, che aveva mostrato la
sua disponibilità alla risoluzione della controversia favorevole alla cittadinanza), la questione
Energas a Manfredonia appare rinvigorita ed indirizzata verso un finale diverso da quello
auspicato dalla comunità.


Il Ministero della Transizione Ecologica, a guida Roberto Cingolani, pare stia rivalutando
l’installazione del megadeposito di GPL, 60.000 mc, nei pressi dell’abitato sipontino.
Questo sarebbe emerso nell’incontro del 22 dicembre scorso, convocato dalla Presidenza
del Consiglio dei Ministri, chiamata in causa dalla discordanza dei pareri forniti nel
“procedimento autorizzativo di un deposito costiero di GPL da parte della società Energas”.


La netta contrarietà dichiarata dal Comune di Manfredonia e dalla Regione Puglia,
corroborata da una notevole quantità di indicazioni negative alla realizzazione della struttura
– peraltro note e diffuse dai vari soggetti che in questi anni l’hanno avversata in tutti i modi
lecitamente possibili – si scontra con il cosiddetto “NIMBY” (acronimo di Not In My Back
Yard, lett. “Non nel mio cortile sul retro”) da sempre sostenuto dalla società Energas. Vale
a dire “da qualche parte bisognerà pure realizzarle queste opere di interesse per lo Stato”.
“Io ritengo che Manfredonia abbia già pagato un duro prezzo con la realizzazione dello
stabilimento ANIC-Enichem, che ha causato una tragedia sociale, sanitaria, ed
ecoambientale, di cui non si intravede ancora a fine – dichiara l’On. Antonio Tasso – Non
si vuol comprendere che lo sviluppo di questo territorio, ormai, deve passare attraverso il
lancio turistico di una città che deve, finalmente, raggiungere un livello di offerta di servizi e
di accoglienza in linea con i “trend” più consolidati, unitamente all’agevolazione
dell’insediamento di quella “buona industria” che non tarderebbe ad arrivare qualora si
risolvesse, una volta per tutte, l’annosa questione dell’Area Industriale”.


Il MITE valuta che realizzare un deposito di GPL, in un momento di crisi energetica, dove i
costi hanno subìto un’impennata notevole, sia di interesse nazionale e quindi l’investitura
della Presidenza del Consiglio dei Ministri dovrebbe portare al superamento della contrarietà
della Regione Puglia.


“Se così fosse, ci sarebbe un grave caso di ‘greenwashing’, cioè si occulterebbero le vere
intenzioni circa la soppressione delle fonti fossili entro il 2030 – sostengono gli attivisti di
AgiAMO, l’associazione sociopolitica e culturale di cui il deputato Tasso è membro – e si
disattenderebbero gli accordi di Parigi e di Glasgow recentemente assunti. Ma ciò che è più
grave non si darebbe ascolto alla fortissima volontà di un territorio che esprime,
continuamente, la propria avversione all’installazione in questione”.


“Sono certo che il Comune di Manfredonia e la Regione Puglia continueranno a mantenere
il punto di netta contrarietà anche nel prossimo incontro del 2 febbraio p.v., implementando
le loro argomentazioni con tutti quegli elementi che non potranno essere ignorati e che
anche il sottoscritto ribadirà nelle interlocuzioni già in essere con il MITE. Andrebbero
valutate, altresì, quelle iniziative urbanistiche che con AgiAMO abbiamo sempre caldeggiato
e che, forse, se non è troppo tardi, potrebbero chiudere la vicenda una volta per tutte –
conclude il parlamentare della Capitanata.


Quindi, appuntamento al 2 febbraio per un ulteriore incontro tecnico-interlocutorio e poi la
decisione finale, in altra data, del Consiglio dei Ministri.

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