Si apre l’anno giudiziario, il discorso del Presidente dell’Ordine degli Avvocati Ursitti

Si è svolta questa mattina a Bari, presso la Corte di Appello, la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. Il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Foggia, avv. Gianluca Ursitti, è intervenuto a nome di tutti gli Avvocati del Distretto della Corte di Appello di Bari (Bari, Foggia, BAT). 

Di seguito un sunto dell’intervento e, in allegato, il discorso integrale.

– Nel suo intervento per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026, il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Foggia ha sottolineato il valore dell’evento come momento di riflessione sullo stato della giurisdizione e sulla distanza tra i principi costituzionali e la realtà quotidiana dei tribunali.

Ha ribadito il ruolo dell’avvocatura come presidio democratico e garante del diritto di difesa, ricordando che nei processi non transitano solo atti, ma vite e diritti fondamentali. Centrale il tema del rapporto tra diritto e forza, con l’invito a mantenere la giurisdizione come spazio di limite e responsabilità del potere pubblico.

Ampio spazio è stato dedicato all’emergenza carceraria: sovraffollamento, suicidi e uso eccessivo del diritto penale come risposta alle paure sociali, richiamando la necessità di misure alternative, giustizia riparativa e un carcere realmente conforme alla funzione rieducativa prevista dalla Costituzione.

Altro punto chiave è la giustizia di prossimità, in particolare il giudice di pace, definita essenziale per prevenire i conflitti e ridurre la distanza tra cittadini e istituzioni, ma oggi penalizzata da gravi carenze organizzative.

Sul fronte dell’intelligenza artificiale, il Presidente ha invocato regole, trasparenza e controllo umano, affinché la tecnologia migliori l’efficienza senza sacrificare diritti e garanzie.

Infine, sul referendum costituzionale, ha auspicato un confronto serio e non ideologico, rivendicando il diritto dei cittadini a una scelta consapevole.

Il discorso si è concluso con l’appello a mantenere il diritto come “misura della forza” e non come suo alibi, richiamando la responsabilità comune di magistratura e avvocatura nel custodire il senso del limite democratico.

Foggia, 31 gennaio 2025

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