Premio Argos Hippium, Pelù dedica la sua esibizione alle vittime della quarta mafia

Dopo una carrellata di ospiti e premiati, egregiamente presentati dal giornalista Rai Alberto Matano, è stato il rocker fiorentino Piero Pelù a concludere la 26esima edizione del premio Argos Hippium, una manifestazione che ha raggiunto anno dopo anno un livello altissimo.

Questa sera, nel suo fare quieto e posato, ai piedi delle stupefacenti Basiliche di Siponto, il rocker fiorentino non sembrava affatto El Diablo che ‘gira di notte tra le anime perse’, come cantava quasi trent’anni fa in uno dei brani più rappresentativi dei Litfiba.

Sarà forse che proprio oggi ‘l’amore immaginato’ per lui pare essere finalmente diventato quello vero, quello che fa bene, e sul palco, ad accompagnarlo al pianoforte, c’era la sua ‘regina di cuori’, la direttrice d’orchestra foggiana Gianna Fratta, con cui presto convolerà a nozze.

Ma prima di lasciarsi andare poeticamente in due live di ‘Dea musica’ e ‘Toro loco’, Piero Pelù ha parlato della ‘quarta mafia’ del foggiano e ha dedicato i due brani a tutti coloro che ogni giorno lottano per combatterla.

Magia di una notte di inizio estate sotto il cielo stellato di Manfredonia: quando il rock incontra l’amore, le canzoni diventano poesie.

Grazie a Michele Campagna Detto Lino che da 26 anni porta, anzi, riporta nel nostro territorio le eccellenze daune che si sono distinte in Italia e all’estero. E soprattutto grazie perché, come in un gioco di specchi, con uno spettacolo frizzante ed ospiti coinvolgenti, il premio dà lustro ai nostri conterranei ed i premiati danno lustro al nostro territorio.

Maria Teresa Valente

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