Ci sono storie che attraversano il tempo senza bisogno di essere dimostrate, perché vivono nella memoria di chi le ha vissute. Grazia Pia Grifa, oggi anziana, racconta una vicenda familiare che lega la sua nascita alla figura di Padre Pio. Un racconto semplice, fatto di parole ascoltate, gesti quotidiani e ricordi d’infanzia maturati all’ombra del convento di San Giovanni Rotondo.
Il regalo speciale di Padre Pio alla piccola Grazia Pia
La storia di Grazia Pia Grifa inizia prima ancora della sua nascita. Sua madre, dopo aver avuto tre figli maschi, desiderava una bambina ma non riusciva a restare incinta. Preoccupata e scoraggiata, decise di confidarsi con Padre Pio, che le rivolse parole rimaste impresse nella memoria familiare: «Prega e non ti preoccupare». Secondo il racconto, un mese dopo la donna rimase incinta. Fu per questo che alla nascita venne scelto per la bambina il nome Grazia Pia, come segno di riconoscenza.
La testimonianza è stata raccontata dalla stessa Grazia Pia sulle pagine di Grand Hotel, dove emerge il ritratto di un’infanzia trascorsa a stretto contatto con il convento di San Giovanni Rotondo. Fin da piccola, la bambina frequentava i frati e incontrava Padre Pio soprattutto durante le confessioni. I bambini, ricorda, non si confessavano all’interno del confessionale, ma seduti su una semplice sedia, in chiesa. Lei osservava tutto con attenzione: il volto del frate, la barba bianca, gli occhi profondi e quel profumo particolare che, a distanza di decenni, dice di ricordare ancora.
Il Natale occupa un posto speciale nei suoi ricordi. Padre Pio aveva sempre un pensiero per i bambini: una coroncina, un’immaginetta sacra, un piccolo oggetto che diventava occasione di gioia. Grazia Pia, però, desiderava qualcosa di diverso. Racconta di aver chiesto direttamente al frate un regalo particolare: un Gesù Bambino. Padre Pio non rispose subito, ma qualche tempo dopo, al termine di una confessione, infilò la mano nella tasca del saio e le consegnò una piccola statuetta.
Quel gesto, apparentemente semplice, per la bambina assunse un valore enorme. Non era solo un dono natalizio, ma un oggetto ricevuto direttamente dalle mani del frate, conservato ancora oggi come un ricordo prezioso. La statuetta del Gesù Bambino è rimasta negli anni un simbolo di quell’infanzia vissuta tra fede e quotidianità, lontana da clamori e raccontata senza enfasi.
Tra i ricordi più vivi c’è anche quello del canto. Grazia Pia faceva parte del coro e ricorda che Padre Pio ascoltava con attenzione le canzoni natalizie, soprattutto quelle della tradizione popolare. Alcune lo commuovevano profondamente e non era raro vederlo asciugarsi le lacrime prima di salutare i bambini con una carezza o una benedizione.
Il racconto di Grazia Pia Grifa restituisce un’immagine intima e domestica di Padre Pio, come Santo, ma anche come figura vicina a quella del rapporto quotidiano con i più piccoli. Una memoria personale che, al di là della fede, conserva il valore della testimonianza e del tempo vissuto.


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