A parlare è una madre profondamente orgogliosa di sua figlia Vanessa Gravina, Maria Cristina. Prima ancora del pubblico, dei riflettori e del successo, è stata lei la sua prima sostenitrice, la presenza silenziosa dietro ogni passo della carriera dell’attrice. Nelle sue parole si percepisce un amore autentico, fatto di sacrifici, emozioni e ricordi custoditi con delicatezza. Questa intervista non racconta soltanto il percorso artistico di Vanessa Gravina, ma anche il legame intenso tra una madre e una figlia cresciuta sotto gli occhi della televisione italiana, senza mai smettere di appartenersi davvero.
Intervista alla mamma di Vanessa Gravina, Maria Cristina: dalla nascita dell’attrice al toccante messaggio dedicato alla figlia.
Benvenuta Maria Cristina Piccarolo. Il suo nome è legato a quello di una figlia, diventata un volto amatissimo della televisione italiana. Ma tutto ha avuto un inizio, molto prima della fama: ci racconta com’è nata l’idea di avvicinare Vanessa al mondo dello spettacolo?
Vanessa è nata di dieci mesi all’Ospedale Fatebenefratelli di Milano. Il ginecologo mi disse: “Ma con chi l’ha fatta? Con Marcello Mastroianni?”. Era non bella, bellissima. Infatti, appena sono riuscita ad alzarmi dal letto, sono andata subito da lei. C’erano tanti lettini, tanti neonati. Mi dissero che la numero 20 era molto, molto bella, e lei era proprio la neonata numero 20.
Ed è da lì che comincia la storia. Tre mesi dopo ero in centro, con la carrozzina. Mi fermano per fare i complimenti a mia figlia e mi consigliano di portarla a dei casting per una pubblicità. In un primo momento ho pensato che fosse troppo piccola, invece il giorno dopo andai a fare quel provino. C’era una fila di cento neonati. Mi fecero passare e così avvenne il primo esordio di Vanessa Gravina con i fratelli Paolo e Vittorio Taviani, grandi registi: girammo la pubblicità dei passeggini, uno degli ultimi Caroselli.
Da quel momento iniziarono ad arrivare tantissime richieste: la posta, i supermercati, il borotalco. Cresce praticamente davanti ai riflettori. Verso i due o tre anni ci rendiamo conto che è una bambina prodigio. Sapeva fare le imitazioni della suora napoletana, disegnava benissimo.
Una piccola curiosità su sua figlia, che pochi sanno?
Quando è nata ho dato il nome Vanessa a mia figlia perché ero una grande ammiratrice di Vanessa Redgrave, e quindi l’ho chiamata Vanessa. Anche se al battesimo hanno imposto – a quei tempi era così – dopo Vanessa, Maria, che era il nome di mia madre che ho perso a 12 anni. E quindi sono stata una super mamma forse perché chiaramente ho avuto un vuoto molto precoce
Qual è la trasmissione con sua figlia che più le è piaciuta?
La trasmissione che mi è piaciuta di più è Il Paradiso delle Signore. È fatta molto bene e mi riporta un po’ alla mia infanzia: i ricordi, la moda, il modo di parlare. Anche Abbronzatissimi, girato a Cervia, mi è piaciuto tantissimo. È davvero un film molto carino.
Guardando indietro, cosa si prova a vedere una figlia crescere sotto i riflettori? E, con la sensibilità di oggi, rifarebbe la stessa scelta di accompagnarla ai primi provini e alle pubblicità quando era ancora una bambina?
Nel mondo del lavoro di oggi, anche un’artista conosciuta resta in qualche modo una precaria. Però questo mestiere le ha permesso di vivere dignitosamente e, sotto questo aspetto, rifarei tutto. Da un altro punto di vista, invece, forse no, perché in parte le ha tolto un pezzetto d’infanzia. Vanessa andava a scuola e lavorava contemporaneamente. Quando girava, inevitabilmente perdeva delle lezioni, anche se le maestre la seguivano molto. Mi dicevano sempre che era intelligente e che doveva continuare il suo percorso.
Alla fine credo che rifarei comunque questa scelta. Quando vado a teatro e vedo il pubblico emozionarsi, piangere, applaudire, oppure leggo i messaggi meravigliosi che i fan le scrivono sui social, penso che il lavoro degli artisti abbia anche una missione: regalare emozioni e un po’ di felicità agli altri. Egoisticamente, questo mi rende molto felice. Sapere che mia figlia riesce a dare qualcosa di bello alle persone è una gioia immensa.
A livello caratteriale ed estetico, quali sono i tratti che vi accomunano di più? E c’è una qualità di sua figlia che le ha sempre dato un senso di orgoglio particolare?
Abbiamo la stessa voce, e siamo entrambe grandi lavoratrici. Siamo maniache della casa, anzi mia figlia ama l’ordine molto più di me.
Un messaggio per sua figlia?
Di ricordarsi che la mamma è la persona che vorrà sempre e solo il suo bene più di tutti, e quindi di darle un pochino retta, di ascoltare i suoi consigli.

Chi è Pippo Pelo: la storia dello speaker di Radio Kiss Kiss
Sarah Borruso, chi è l’ex di Alberto Genovese; età, vita privata e il caso Terrazza Sentimento