Manfredonia, il Luc e la memoria di Peppino Impastato
Il 9 maggio è il giorno in cui la mafia ha ucciso Peppino Impastato, ma non le sue idee. Idee che ancora oggi parlano ai territori, ai giovani, alle istituzioni.
Non tutti forse sanno che a Manfredonia, dal 2010, esiste un luogo che porta il suo nome: il LUC – Laboratorio Urbano Culturale “Peppino Impastato”. Un luogo nato dall’ex Mercato Ittico per dare spazio alla cultura, ai giovani, all’aggregazione e alla possibilità di immaginare qualcosa di diverso. Ed è impossibile non pensare alle parole di Peppino quando diceva che “se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà”.
La bellezza è dare ai ragazzi luoghi vivi, accessibili, aperti alle idee, alla musica, al teatro, ai libri, al confronto. È creare alternative vere al vuoto e all’indifferenza. È fare in modo che uno spazio pubblico diventi occasione di crescita e partecipazione.
Purtroppo negli ultimi anni il LUC si è trovato al centro di un contenzioso istituzionale, poiché non appartiene al Comune ma all’Autorità Portuale, che lo aveva dato in concessione per finalità culturali e sociali con un canone inizialmente simbolico e poi diventato sempre più oneroso.
Oggi il LUC necessita di interventi importanti per tornare ad essere pienamente fruibile. Per questo ritengo che sarebbe un segnale molto forte ed importante se l’Autorità Portuale potesse donarlo al Comune, restituendolo definitivamente alla città e ai suoi giovani. Mi impegnerò personalmente in questo senso, perché credo che il futuro di luoghi come questo abbia un valore che va oltre gli aspetti amministrativi.
Sento nel frattempo anche il dovere di ringraziare l’Autorità Portuale, che oggi consente comunque alla città di utilizzare questo spazio, pur non essendo formalmente patrimonio comunale. Permettere che il LUC continui ad ospitare attività culturali e sociali significa non lasciare spegnere un presidio importante.
Perché i luoghi possono diventare strumenti di riscatto. E oggi più che mai abbiamo bisogno di spazi che insegnino libertà, senso critico e partecipazione, che aiutino i ragazzi a non considerare normali il silenzio, la paura e l’omertà.
Anche così si onora davvero la memoria di Peppino Impastato.
Maria Teresa Valente
Assessora al Welfare e Cultura

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