“A mani libere” prende spunto da un’espressione riferita alle tecniche politiche (diciamo così) di esecuzione a mano libera. La riproposta al plurale di tale affermazione ha inteso però andare oltre il riferimento alla tecnica per significare mani pronte alla scoperta e all’azione, perché libere da altri orpelli o strumenti inutili. Le mani libere nell’immaginario rimandano alla testa e al pensiero libero, oltre che al cuore libero: un sostantivo e un aggettivo che diventano un invito all’azione passando prima dalla contemplazione. Per questo nello stesso luogo sono stati concepiti i due tempi della mostra: esposizione e laboratorio.
La realizzazione collettiva dell’opera è stata l’occasione per suscitare nei partecipanti, attraverso l’esperienza creativa, una nuova attenzione alla “cosa bella” e alla “cosa di tutti”, una sorta di esercizio di comunità.

Quindi Manfredonia : una città dalle mani libere e dalle menti senza rigore.
Viali senza futuri come l’involuzione dei pesci.
Di Claudio Castriotta

Confcommercio Foggia: Peppe Zullo nominato “Maestro del Made in Italy”
Roseto Valfortore riparte: “Let’s Begin”, il risveglio di un borgo che guarda avanti