Centro “Cesarano”, «Nessun evento storico, solo il tardivo ripristino di un diritto. Stop alla propaganda sulla pelle delle famiglie fragili».
Definire “storica” la data che vede il ritorno a pieno regime del Centro di Riabilitazione “Cesarano” non è solo un esercizio di retorica ma un tentativo maldestro di coprire anni di ritardi, disservizi e colpevoli silenzi politici.
Fa sorridere, se non ci fosse di mezzo la serenità di decine di famiglie con bambini e ragazzi fragili, l’entusiasmo con cui l’amministrazione La Marca celebra il ritorno della Neuropsichiatria infantile e dei servizi per l’autismo al secondo piano del Centro Cesarano.
Parliamo di spazi ampi, già pronti e attrezzati da tempo grazie alla lungimiranza di chi non c’è più, come la compianta dott.ssa Ermidia Teutonico, ma lasciati colpevolmente a prendere polvere per anni.
Dov’era la politica locale mentre le famiglie del territorio garganico subivano i disagi logistici di un trasferimento inadeguato presso i locali del Consultorio? Dov’era questa prontezza amministrativa mentre i professionisti della salute mentale erano costretti a operare in contesti non idonei? Quando molti genitori di bambini e ragazzi autistici erano costretti a rivolgersi a strutture fuori Manfredonia?!
Assistiamo alla celebrazione dell’ordinario amministrare, del dovuto affermarsi di un diritto trasformato in miracolo straordinario.
Ringraziare i vertici dell’ASL Foggia per aver risolto un problema che la stessa burocrazia sanitaria aveva creato non è un successo politico ma è il minimo sindacale!
Il diritto alla cura dei minori e delle persone con spettro autistico non può diventare una medaglia da appuntarsi al petto in favore di social network, né un palcoscenico per passerelle politiche. I percorsi assistenziali per l’età evolutiva e la transizione verso l’età adulta dovevano essere garantiti ieri, e non solo oggi dopo mesi di “interlocuzioni” e passerelle».
Esprimiamo la nostra totale vicinanza alle famiglie, le uniche che hanno davvero vissuto sulla propria pelle il peso di questi anni di disagi e che oggi non devono ringraziare la benevolenza di nessun assessore, ma solo rivendicare un loro sacrosanto diritto.
Ma una cosa deve essere ben chiara: vigileremo con rigore affinché questo “pieno regime” non sia solo uno slogan da inaugurazione, ma si traduca in personale medico sufficiente e continuità terapeutica reale.
Lo sviluppo di Manfredonia non si misura con i comunicati stampa autogratificanti, ma con la qualità della vita dei suoi cittadini più fragili, troppo spesso dimenticati quando si spengono i riflettori!
Il coordinamento Forza Manfredonia

Manfredonia, Mansueto punta sull’arte urbana e l’urbanistica tattica
Manfredonia, nuovo Consiglio Comunale il 19 giugno