Loredana Capone: “Se tassa di soggiorno ci deve essere, che sia impiegata per la qualità dei servizi turistici sul territorio”

La tassa di soggiorno è in capo ai comuni e quindi rispettiamo l’autonomia comunale. Di certo però sarebbe importante che questa tassa, una volta che   si decida di applicarla, la si possa utilizzare a vantaggio del turismo e a vantaggio degli operatori – ha affermato l’assessore all’Industria Turistica e Culturale, Loredana Capone –I nsomma la tassa dovrebbe avere una ricaduta diretta sull’incremento del turismo e sulla qualità dei servizi offerti nelle varie città. Questo determinerebbe un vantaggio sostanzialmente per tutti e potrebbe anche contribuire al miglioramento della qualità ricettiva.  Se tassa ci deve essere, sarebbe opportuno che avesse un solco proprio, una sorta di destinazione vincolata a beneficio dei turisti e quindi indirettamente degli stessi operatori turistici”.

 

La tassa di soggiorno è applicata in quasi tutte le nazioni europee con formule diverse e in Italia dove non si hanno dati certi; secondo la Banca d’Italia nel 2016 i Comuni che applicavano l’imposta di soggiorno erano 950. In Puglia sono 27 i Comuni che la hanno già varata.

In mancanza di una competenza normativa regionale in materia di armonizzazione di tributi locali, ed in mancanza delle disposizioni attuative statali, l’unica strada possibile, sul piano amministrativo, è quella, come già fatto in altre regioni, che passa attraverso la conclusione di un protocollo di intesa – accordo tra soggetti impositori- ha affermato Patrizio Giannone – Accordi di questo tipo sono già stati posti in essere in Toscana e Sicilia, e prevedono  dei percorsi condivisi con Airbnb ed altre piattaforme per la riscossione dell’imposta di soggiorno”.

(com.)

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