Vi ricordate del tocilizumab? Quel farmaco dal nome impronunciabile più spesso riferito come “farmaco antiartrite”.
E’ stato per settimane oggetto di dibattito televisivo. Poi, forse perché più facile da pronunciare, il dibattito si è spostato sul plasma iperimmune.
Io stesso ho dovuto subire a lungo la domanda: “Che ne pensa del tocilizumab?”
Come rispondere ad una simile domanda? Se non si è pronti ed accorti, l’errore di esprimere un’opinione è dietro l’angolo. Ma nel dibattito scientifico il valore delle opinioni è quello attribuito dal grande Gaber: ognuno ha le sue…L’effetto positivo del tocilizumab era stato IPOTIZZATO da osservazioni cliniche preliminari in Cina, quindi confermato da OSSERVAZIONI ANEDDOTICHE anche in importanti centri clinici italiani. Solo ora, dopo tre mesi di osservazioni e studi, viene pubblicato un bello studio su Lancet Reumathology a firma di cari amici e colleghi fra Bologna, Modena e Reggio Emilia.
I risultati dello studio sono confortanti e confermano quanto osservato precedentemente: il tocilizumab presenta una certa efficacia nel prevenire il ricorso alla ventilazione meccanica e riduce la probabilità di morte se combinato con il trattamento standard.
Ma quello che è più importante ai fini di questa riflessione sono le conclusioni degli autori che, dopo mesi di lavoro e dopo aver spaccato il capello ai dati raccolti da 1.351 cartelle cliniche, concludono: “Sebbene questi risultati siano incoraggianti, dovranno essere confermati da studi randomizzati come quelli attualmente in corso.”
Incontentabili, questi scienziati!

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