Lo sposalizio a Manfredonia all’inizio del ‘900

LO SPOSALIZIO A MANFREDONIA ALL’INIZIO DEL ‘900

A  cura del Cavaliere Michelarcangelo SIMONE

         Per stabilire la data di uno sposalizio diversi erano li incontri che avvenivano tra le due famiglie dei promessi sposi.Una volta stabilito il giorno, si passava alla preparazione dello stesso e che tutte le spese sarebbero state divise a metà. Era di prammatica inviare un cesto pieno di taralli, tarallini, biscotti, ecc…, come dono ai compari.Una magnifica carrozza tutta addobbata di fiori si recava a prendere i compari, ai quali a loro volta prelevavano lo sposo e dopo la sposa, dietro seguivano le carrozze degli invitati.

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         Accanto alla sposa si sedeva il compare e a fianco dello sposo la comare, poi tutto il corteo si dirigeva alla volta del Duomo, unica Chiesa dove era permesso celebrare il rito nuziale non essendo ancora fondate le altre parrocchie, le quali come ben sappiamo, furono istituite a partire dal 1929.

         Durante la cerimonia religiosa il sacerdote officiava la messa e nell’omelia, aa brevi tratti, ricordava ai presenti le virtù, le nobili doti e l’amore degli sposi, mettendovi in evidenza la loro moralità e la loro cristianità.

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         Invece gli sposi che avevano consumato il diritto della prima notte, cioè la verginità, non era consentito il privilegio che il rito nuziale fosse celebrato sull’altare maggiore e che la sposaindossasse vesti e veli bianchi.

         Il rito degli sposi fuggitivi (o come il popolo ci tramanda – scappète a Sepònde), veniva celebrato sull’altare minore del Duomo, dove ora è posto il sacro Quadro della Madonna di Siponto.

         Dopo il sacro rito, gli sposi, sotto una pioggia di fiori, di riso e di confetti accompagnati da un lungo corteo di invitatisi dirigevano in casa della sposa dove era stato preparato un modesto banchetto.

         A fine pranzo, gli sposi aprivano le danze al suono di un organetto, di una chitarra e di un tamburo a frizione.

         Durante gli intervalli dei balli venivano serviti taralli, scaldatielli, biscotti e dei bicchieri di rosolio. 

I mesi più indicati per sposarsi erano gennaio-febbraio per i pescatori, prima della stagione delle seppie, per i contadini agosto-settembre, dopo la raccolta del grano, per gli artieri e i galantuomini tutti i mesi erano buoni. A tutti era vietato sposarsi durante la quaresima e… a novembre perché mese ritenuto portatore di morte. Era di prammatica che il letto degli sposi fosse preparato dalla comare e dalla madre della sposa, sul letto venivano messi dei confetti e su una delle due colonnine della camera da letto un fazzoletto bianco di seta. Alle ore 22 tutti a casa! 

Finita la cerimonia, gli sposi venivano accompagnati dagli invitati alla nuova casa ch’era stata allestita per loro e l’indomani la madre di lei presentava alla madre di lui il fazzoletto sporco di sangue per dimostrare la verginità della propria figlia.

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         Ora tutto è cambiato a causa della modernità, dell’igiene e della salute, belle si ma con tanti imprevisti.

                                                                      Cav. Michelarcangelo SIMONE

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