La sorgente “Acqua di Cristo”
A cura del Cav. Michelarcangelo SIMONE
Pochi sono i Comuni italiani che vantano acque minerali pregevoli e salutari, tra questi Comuni può ben inserirsi il nostro con la bella e piccola sorgente “dell’Acqua di Cristo”.
Da una piccola ricerca fatta, questa è una delle tante sorgenti del territorio locale più vicina al cuore dei Manfredoniani, mentre altre di uguale bontà si trovano lungo la costa del golfo di Manfredonia.
Esse sono: “CALAFICO ” (dopo il Convento dei Monaci o Centro Riabilitazione Motorio “Padre Pio”), “San Pietro”, dietro l’attuale Scuola Alberghiera ex Nautico), e la Sorgente di Siponto a Siponto.
La sorgente “Acqua di Cristo”, dopo quella di Siponto”, è la più antica e più conosciuta non soltanto dai Manfredoniani.
Dagli Annali Civili del Regno delle Due Sicilie Vol. XXVII, Napoli 1841, Fasc. LIV novembre-dicembre, pag. 154, si legge:…Un mezzo miglio fuori del Comune di Manfredonia verso Est sorge una vena di acqua minerale che chiamano “Acqua di Cristo”. E’ chiara, limpida, senza odore, dolcetta e molle nel bersi, senza che per altro dia peso allo stomaco. Standosi a quello che ne scrisse il chiarissimo Nicola d’Andrea nel trattato delle acque minerali, i suoi principi sono i medesimi, benché in dose minore, di quelli dell’acqua media di Castellammare, il perché riesce meno attiva.
Ciò fu l’argomento discusso dalla Commissione dell’Istituto d’Incoraggiamento nelle tornate di settembre, novembre e dicembre 1841. La Commissione riconobbe la proprietà e la bontà dell’Acqua di Cristo.
G. Scelsi, nella sua Statistica Generale della Provincia di Capitanata del 1867 aggiunge: “… Acqua, diuretica, purgativa, attenuante per i suoi eccessi d’idroclorato di soda, di calce e di magnesia (664).
Va messo in evidenza un particolare di questa sorgente; un Arciprete del Molise, Don Bonaventura MAGNACCA, bevendo quest’acqua nel 1732, guarì e per esaltarne i benefici compose i seguenti versi:
– Ad aquam Sipontinam, Dictam aquam Christi Disticon Quisquis Mirandum morbo Torquieris Acerbo Christi Siponti suscipe fontis aquam (665). Traduzione: “All’acqua di Sipontino, chiamata acqua di Cristo Disticon, chiunque si meravigli dell’amara malattie di Torquieris, riceva l’acqua della sorgente di Cristo Sipontino”.
Ma c’è un altro particolare che va evidenziato; l’Avvocato Matteo SPINELLI nella parte quarta dei suoi manoscritti sulle “Memorie Storiche dell’Antica e Nuova Siponto” parla dei meravigliosi prodigi di quest’acqua meravigliosa e balsamica furono scoperti per puro caso da un Vescovo protestante che, nel 1771, mentre passeggiava fuori Porta delle Palme o dei Monti Sipontini volle farne bere anche al suo servitore ammalato di terzana doppia. Il poveretto, per non far torto al suo Vescovo e perché ridotto in fin di vita, bevve di quell’acqua a più non posso e guarì dal male che da tempo l’affliggeva”.
Diffusasi la notizia, ben presto molti vi accorsero e l’acqua fu portata perfino a Napoli. In seguito a queste guarigioni, la sorgente fu chiamata “Acqua di Cristo” .
Nelle belle giornate di primavera e d’estate i Manfredoniani usavano andare a questa sorgente nelle prime ore del mattutine portando sempre pane, pomodori, olio, origano e sale. Bagnavano il pane nell’acqua e lo mangiavano con questi ingredienti, bevendo quanta acqua potevano. Ora pochi sono coloro che continuano questa antichissima usanza.
Un piccolo ricordo personale: fino al 1980 era d’uso portare le pecore e i cavalli a fare il bagno in mare nei pressi della sorgente dell’Acqua di Cristo, era uno spettacolo.

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