Irrigazione, acquedotti rurali, riutilizzo di acque reflue affinate sono state protagoniste della partecipazione del Consorzio di Bonifica Montana del Gargano in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, che l’Associazione nazionale dei consorzi per la gestione e la tutela del territorio e delle acque irrigue (Anbi) ha celebrato con il webinar “verso Terrevolute 2022” al quale hanno partecipato rappresentanti istituzionali ed esponenti del mondo accademico esperti nelle diverse discipline tecniche, economiche e giuridiche.
“L’acqua è al centro dei cambiamenti climatici – ha dichiarato il Presidente del Consorzio di Bonifica Montana del Gargano, Eligio Giovan Battista Terrenzio – ed occorre ricordare sempre la preziosità delle risorse idriche promuovendone l’uso sostenibile. In questo senso gli agricoltori consorziati sono un esempio di virtuosità, in quanto impegnati costantemente ad ottimizzarne l’uso e ad adottare tecniche colturali che garantiscano la massima efficienza dell’irrigazione. L’agricoltura, infatti, è l’unico settore economico che produce rispettando la risorsa idrica, perché quella impiegata nell’uso irriguo non fuoriesce dal ciclo idrologico naturale, ma viene restituita al sistema ambientale, a valle dei processi produttivi”.
“Occorre tuttavia rafforzare l’impegno corale di istituzioni ed organizzazioni di categoria per il completamento del piano irriguo nazionale, con l’adeguamento delle reti e la realizzazione di nuove infrastrutture per l’irrigazione: questi, infatti, debbono costituire obiettivi primari ed imprescindibili nelle politiche nazionali e regionali che trovano nel Recovery Found un’importantissima opportunità, anche per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici”.
“Al riguardo – ha concluso il Presidente Terrenzio – il Consorzio di Bonifica Montana del Gargano ribadisce il suo duplice impegno: da un lato favorire l’aumento delle risorse idriche disponibili, promuovendone altresì l’uso responsabile, dall’altro realizzare interventi mirati per prevenire il rischio idraulico nelle aree interne soggette a dissesto idrogeologico”.

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