Italiano aggredito da due stranieri senza motivo su viale XXIV Maggio. “Tutto passato in sordina: il silenzio fa più paura del resto”
Ricorderete che tra sabato e domenica, nel centralissimo viale XXIV Maggio, a due passi da tutto, un cittadino italiano è stato brutalmente aggredito da due persone straniere. Parliamo di un uomo con volto tumefatto e sangue dalla bocca, soccorso in strada dopo aver urlato disperatamente chiedendo aiuto.
E la cosa più grave è che questa notizia rischiava di finire nel nulla. È emersa qualche giorno dopo solo grazie alla testimonianza di un cittadino intervenuto per salvarlo, insieme ad altre persone: senza quel gesto, senza quel coraggio, oggi forse nessuno ne parlerebbe.
Da quanto riferito da chi è intervenuto, non ci sarebbe stato un “motivo” chiaro, nessuna lite precedente “evidente”, nessuna giustificazione. Sembra – lo ripetiamo con cautela, perché saranno le autorità a ricostruire i fatti – che sia stato picchiato senza un reale alibi. E questo deve farci tremare: perché se succede così, può capitare a chiunque. Ai vostri figli. Ai vostri genitori. A voi.
E intanto, silenzio istituzionale. Finora nessuna parola pubblica, nessun segnale forte. E quel silenzio pesa. Pesa sui residenti, sui pendolari, sui commercianti, su chi attraversa ogni giorno quel viale che dovrebbe essere un biglietto da visita della città, non un luogo dove temere di finire a terra nel sangue.
Ora ci auguriamo che le telecamere di videosorveglianza, tanto decantate, servano davvero: non solo “dopo”, non solo per dire “abbiamo visto”, ma per rintracciare e identificare chi ha fatto questo. Perché altrimenti sono solo pali e lenti, non sicurezza.
E lo diciamo chiaramente: in quella zona serve la presenza dell’Esercito come supporto e deterrenza. Non per fare spettacolo, non per “militarizzare” per gusto, ma perché qui la normalità è diventata l’emergenza e l’emergenza è diventata abitudine. E noi non vogliamo abituarci.

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