“Il terzo mondo del trasporto pubblico”

“Il terzo mondo del trasporto pubblico”

Gentili Redattori,

sono una  docente del Conservatorio di musica “Umberto Giordano” di Foggia in servizio presso la sede di Rodi Garganico e scrivo per denunciare la gravissima e vergognosa situazione nella quale versano i pendolari che, per lavoro o per studio, si spostano tra Foggia e il Gargano per mezzo dei treni dell’azienda Ferrovie del Gargano.

In seguito ad uno sciagurato cambio di orario avvenuto nel mese di dicembre 2025 lungo la linea Foggia-Peschici Calenella molte corse hanno subito una variazione e alcune sono state addirittura soppresse, lasciando un vuoto nel servizio di ben sette ore, tra le 7:30 e le 14:30.

In questo modo, e in un lasso di tempo così ampio, non esiste più alcun collegamento diretto tra Foggia e Peschici. La mia situazione è paradossale: vivo in provincia di Napoli e per rispettare il mio orario di servizio in conservatorio a Rodi Garganico sono costretta a partire 24 ore prima, dormire una notte a Foggia – con il dispendio di soldi e tempo che ne consegue – e finalmente recarmi a lavoro il giorno dopo.

Come me, altri docenti e lavoratori di altro tipo soffrono il medesimo disagio, per non parlare dei tanti allievi del Conservatorio e degli studenti delle scuole dei comuni garganici che ora hanno grandi difficoltà a spostarsi usando il servizio di trasporto pubblico. Tutto questo risulta ancor più vergognoso se si considera l’avvenuto rincaro dei biglietti operato dalle Ferrovie del Gargano, nonché la triplicazione del sovrapprezzo in caso di acquisto del biglietto a bordo. Miracolosamente (e lo dico con triste ironia), nel periodo estivo il servizio offerto dalle Ferrovie del Gargano migliora grazie ad un rilevante incremento delle corse che agevolano i “pendolari del mare”, viaggiatori evidentemente considerati di serie A, mentre noi lavoratori pendolari che ci spostiamo tutto l’anno vediamo calpestato un nostro diritto fondamentale, ossia il diritto costituzionale alla mobilità.

Eppure esiste un progetto regionale, “La Puglia che si muove”,  di cui si è di nuovo parlato recentemente in occasione della Fiera del Levante (Bari, settembre 2025), progetto per mezzo del quale i politici – stando alle loro pubbliche affermazioni – vogliono garantire una mobilità integrata e sostenibile attraverso un servizio “costruito sulla base delle esigenze degli utenti e che deve prevedere un continuo confronto con le comunità per comprendere a fondo le loro necessità”, ricucendo profonde fratture fra territori e riconnettendo questi ultimi alle scuole. Ma come è possibile realizzare tutto questo ridimensionando e peggiorando il servizio di trasporto tra Foggia e il Gargano? Come si può calpestare in questo modo il diritto costituzionale alla mobilità dei cittadini?

Ormai più di un mese fa mi sono rivolta a mezzo pec al Presidente della Regione Puglia, all’ Assessore ai Trasporti e alla Mobilità sostenibile della Regione Puglia, ai sindaci dei comuni garganici interessati dal disservizio ma non ho mai ricevuto risposta. La direzione delle Ferrovie del Gargano ha invece accolto le mie rimostranze, mostrando una disponibilità all’ascolto alla quale tuttavia non ha fatto seguito alcun intervento concreto e risolutivo.

Mi auguro che almeno Voi possiate dare voce a questa protesta legittima, necessaria e condivisa.

Exit mobile version